Acque Corrosive

 

Oltre all'estasi sessuale che, più o meno conosciamo tutti, anche se si dovrebbe parlare più di un inizio di estasi che un'estasi vera e  propria, i maghi e le streghe del passato usarono particolari sostanze stupefacenti. Vedi per esempio le Pitonesse. Ma a noi serve capire perché tutta l'antichità si è data tanto da fare per trovare l'ambrosia, il nettare degli dei e quali erano i meccanismi che muovevano queste sostanze e cosa ottenevano con l'assunzione di quelle sostanze. Cerchiamo ancora una volta di chiarire il punto fondamentale. Il nostro io è un io materiale, e vede e percepisce tutto il mondo in termini materiali è un io completamente diverso dall'io che abita i nostri sogni. Provate a pensare quale grande differenza di visione della vita e del mondo che creano questi due io.  Il cammino magico consiste nel portare la consapevolezza dall'io corpo all'io sogno. Questo mediante comportamenti mirati di vita, disciplina ed esercizi spirituali. Vale dire che spostiamo, adattiamo, l'io-corpo ( la nostra personalità ) all'io-sogno. Questa è una via, un metodo ma ne esiste un'altro. Ovvero: lungo lavoro dell'individuo, al buio, come chi apre una galleria. I colpi si sommano (discipline, riti, intenzioni) voi, non accorgervi di nulla, non constatare alcun risultato, alcun frutto tangibile. Ad un tratto, l'ultima parete cade: vi investe un fiotto di aria libera, di luce. La vostra anima, non è più quella: auto-trasformazione

Nella lingua segreta dei maghi si incontra di frequente l'espressione « « Solvente universale » « Acqua che lava », « Acqua divina », « Acqua che apre i pori ». Ma, a lato, troviamo anche dei termini più luciferini: « Tossico », « Acqua Corrosiva », « Acqua di Tartaro », « Aceto filosofico », « Acque forti ». Qui raddoppiano, i maghi, il velo ambiguo. Raccomandano la precauzione massima, nell'uso di queste acque; altri le sconsigliano senz'altro, perché dicono queste acque disciogono i corpi senza conservare gli spiriti; non lavano, ma ardono; non operano per fuoco lento di natura ma con la « precipitazione che viene dal diavolo ». Eppure ne parlano; e l'accenno, che mostra e nasconde, proibendo fascina come un segreto più importante e pericoloso. 

Affrontiamo i simboli. Cerchiamo di comprendere. Non è facile, perché tutto è connesso in un tutto dietro a questa simbologia che non lascia respiro. « Disciogliere lo spirito » ciò sta al centro, nel dire dei maghi. Per spirito intendono il modo d'essere materiale che noi abbiamo in tutte le nostre percezioni. Insomma: NOI. Bisogna solvere questa densità. e se capovolgessimo il metodo? Cioè anziché sciogliere la nostra materialità, la nostra personalità rigida per permetterle di andare là dove c'è la sede dell'anima noi obbligassimo l'anima a sciogliere il corpo. invece di disciogliere il corpo a mezzo del risveglio preliminare dell'anima, costringere l'anima al risveglio a mezzo di agenti speciali, che provocano subitanee reazioni nella compagine più profonda delle forze del corpo, nel senso di salti bruschi a stadi abnormi di vibratilità e di instabilità fluidica. E' il morso della vipera, che di scatto ti toglie la terra da sotto. Ecco che succede. 0 sei più rapido del lampo, o ti lasci sorprendere, ed allora ti abbatti, come sotto ad una mazzata. Un bel rischio, dunque: un gioco per i giocatori d'azzardo in grande stile.

Mi riferisco, con questo, alle forme estreme dell'uso delle « acque corrosive »: alle forme risolutive, globali. Quali sostanze, poi, abbiano tali poteri, e quale ne sia la scienza di dosamento e di pratica immediata, molto difficile è che riusciate a saperlo: tanto segreta fu già nei tempi arcaici e sacerdotali questa sapienza, tanto avaro il dono della « bevanda d'immortalità » anche quando la chiedeva una sete ardente invece che quell'imponderatezza curiosa e quella insofferenza per la paziente disciplina, di cui molti oggi potrebbero desiderare simili avventure.......

.........chiamiamo lo stato d'essere in cui siamo come A. Se, stando così le cose, voi ossia, non « voi », ma: se un certo potere X  strappa via il corpo, corrode tossicamente il legame col corpo, ne viene distruzione per A per la ragione semplice, che la qualificazione, l'individuazione, è data dal corpo: proprio come può dirsi che un liquido abbia una certa « forma », la forma del vaso, solamente finché e inquantoché vi sia quel vaso a contenerlo. Perciò: distruzione di A  ossia: morte, dissolversi della qualità A nello zero di qualità, che chiameremo Z; a meno che... a meno che l'anima stessa intervenga a riempire con un atto suo il salto fra A e Z, a fare simultaneamente cosa sua propria questa trasformazione di A in Z, dello stato con forma nello stato senza forma....

Potete aiutarvi con questa immagine: tu stai qui, su questa rupe; là, di fronte, un'altra rupe; in mezzo, il vuoto. Se, di colpo, ti si dà un urto, tu, preso di sorpresa, nel novantanove per cento dei casi finisci giù. Ma se tu hai la prontezza di cogliere la spinta, di esser attivo prima quasi di essere sorpreso; se, esattamente, sai prendere in un tuo slancio la spinta impreveduta ed esterna  tu salti e ti ritrovi sulla rupe di faccia. Questa rupe al di là è la riconquista di una coscienza liberata. La prima rupe era la coscienza gravata dalla condizione individuale, quindi soggetta a tutto ciò a cui per via di un corpo si può essere soggetti.

E nell'immagine potete trovare altre analogie. L'urto, si capisce, che ti manda fuori, è l'azione dei « corrosivi » subitanei. Questa azione sarà sempre di sorpresa, per la sua natura e perché, nell'uomo, fra corpo e anima c'è discontinuità. Ecco che la situazione è proprio come quella di chi sta sul margine della roccia e non può prevenire né il momento, né la qualità della spinta che viene da dietro. Perciò senza la prontezza di spirito di un lampo, con questo genere di « acque corrosive », di « veleni », l'esperienza conduce a rovina.

Insieme alla precedente, può soccorrere un’altra immagine, quella del crescere, sollevarsi, farsi veloce di un'onda, dalla quale ci si deve lasciar portare senza paura, mantenendosi sempre sulla cresta. Mantenendovisi, ciò che è ebbrezza si trasforma in illuminazione; il precipitare in ascendere; il fuoco in luce. Non mantenendovisi, la coscienza rapidamente si ottenebra, sopravviene una specie di sincope sorda la quale ha spesso ripercussioni patologiche sulle funzioni organiche, ad ogni modo, un disfacimento di ciò che può essere l'unità e l'energia interna dell'uomo. E’ il caso in cui la corrosione del composto non libera ma dissolve......

......... Attenuazione.........

Del pari, potete anche presentire, su questa base, altre direzioni tipiche per un andazzo degenerativo dell'esperienza. Le forze che, corrodendo, slegano, per operare spiritualmente, catarticamente, debbono poter agire transformate in forze del puro sé. Se non agiscono così, e se nemmeno si scaricano nel corpo fisico, ma sboccano invece in questa o quell'altra facoltà del sé, il processo abortisce egualmente. Nei due casi tipici, questo andamento patologico si riferisce rispettivamente alla facoltà dell'immaginazione e alla facoltà della « sensazione » (sensazione come desiderio, appetito, voluttà).

 Quando è l'immaginazione, ad esser presa, e trasportata dalle ali del « drago », prorompe il mondo fantastico dei visionari, l'orgia di forme e di colori dei falsi chiaroveggenti, i sogni pieni di sensazioni sottili ed avvincenti degli oppiòmani e degli hascishiòmani.

 Quando è la facoltà di sensazione, ad essere presa sola, od assieme alla prima - la forza dà luogo ad un mondo di voluttà strane, indefinibili, intossicanti, che grado a grado per l'anima divengono un bisogno. Si crea il vizio. Tutti quelli che nella vita volgare si abbandonano all'uso delle droghe, stanno appunto su questo piano, quasi senza eccezione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui va anche rilevata la possibilità, e l'opportunità, di una via mista. Ossia accoppiare l'uso di « acque corrosive » ad una disciplina interna che, in un primo tempo, costituisca il « grano d'oro », non attaccabile dalle « acque forti », che anzi gli servono per sbarazzarsi dalle scorie ed impurità. Nell'uso esclusivo delle «acque forti» ,ad alto potenziale, invece di esser presente e tale da dover esser solo messo a nudo, il «grano d'oro » sarebbe da costruirsi con un atto assoluto proprio nell'istante della dissoluzione. [ Ritorno ]