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Incominciamo a "Sentire" |
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CORPO SOTTILE »
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Come
noi esprimiamo in suoni, in parole ed in gesti il nostro pensiero e i
nostri sentimenti, che così entrano nel mondo sensibile; del pari tutto
il nostro stesso corpo non è che una espressione creata nel mondo
materiale da una essenza individuata e cosciente che esiste dietro
l'apparenza umana ed è il vero centro e la vera forza di essa. Sarebbe
però inutile cercare un parallelismo fra gli organi e le funzioni del
corpo materiale in relazione all'essenza interiore dell'uomo, inquantoché
i primi sono determinati da condizioni proprie alla vita animale e dai
loro rapporti col mondo esterno; e rappresentano così una deviazione,
anche se necessaria a certi fini dell'esistenza. Quindi non possiamo
risalire direttamente dalla funzione di un organo, quale è nota alla
coscienza comune, al suo valore come significato
e come espressione dell'Uomo interiore. Il
primo passo consiste nel formarsi un « ambiente interiore » in cui gli
organi del nostro corpo sottile (espressione
provvisoria ed alquanto impropria, benché utile) possano essere destati
a coscienza, allo stesso modo che la sensazione dei nostri organi fisici
è risvegliata dalle impressioni del mondo esterno. Varie vie conducono
a questo scopo ed io accennerò soltanto ad una di quelle che mi
sembrano fra le migliori e le più sicure. Noi
dobbiamo cercare di avvertire accanto ad ogni impressione sensoria una
impressione che la accompagna sempre, che è di un genere del
tutto diverso; risonanza in noi della natura intima,
sovrasensibile delle cose e che ci penetra dentro silenziosamente. Questa
disciplina va ripetuta metodicamente e mediante concentrazione di
intensità e durata progressive si realizzerà a poco a poco un ordine
di differenze precise e
direttamente riconoscibili, le quali corrispondono a quelle delle
impressioni e delle immagini che provengono dai sensi, ma sono di natura
completamente diversa benché abbiano un carattere altrettanto oggettivo. Dirò
piuttosto di un senso di sé che, sulla base di tali forme di attività,
viene a sostituirsi, a quello corporeo. Intanto
il corpo stesso ci sembra lontano, esteriore, mentre le impressioni che
nel modo descritto nascono dagli oggetti esterni sembrano sorgere e
vivere in noi, come parte di noi. E'
un annullamento del senso dello
spazio mentre resta una attività
di successione un senso diverso, interiore, ritmico del tempo. Ristabilito
il rapporto con il nostro corpo, ci sentiremo in esso liberi e mobili.
E’ il cosiddetto senso del corpo sottile che nasce. Qui
vi è un pericolo, in cui i più cadono: bisogna sfuggire ad un senso di
beatitudine e di grandezza. Ci si potrebbe riferire a ciò che James
chiama « senso cosmico » che oscura la coscienza nel torpore di
un'estasi. Bisogna conservare invece il senso dell'Io e la vita attiva
della coscienza che si mantiene superiore e distinta nell'esperienza
delle varie modalità di percezione sottile che ho esposto. Così
pure un qualunque senso di soddisfazione e di orgoglio ci ripiomba nel
corpo e la realizzazione si altera, la visione si oscura. Il
corpo sottile ci dà il possesso - ma la voluttà del possedere è un
attributo del corpo animale e dei sensi, con cui essi vengono di nuovo
ad imprigionarci nel loro regno. |