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Merlino e i Celti |
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Una delle tradizioni nella quale è facile trovare i rapporti magia-natura-divinità e potere è rappresentata dai celti. Qui riportiamo solo alcuni passi. Presso i Celti, il
cinghiale e
l'orsa simboleggiavano rispettivamente i rappresentanti dell'autorità
spirituale e quelli del potere temporale, cioè le due caste dei Druidi
e dei Cavalieri. .
Un tale simbolismo
è d'origine nettamente iperborea ed è uno degli indici del
collegamento della tradizione celtica con la tradizione primordiale del
presente ciclo, quali pur siano gli altri elementi, provenienti da
tradizioni già secondarie e derivate, che possono essersi aggiunti a
questa corrente principale. La tradizione celtica può esser considerata
come uno dei punti di congiunzione della tradizione atlantide con la
tradizione iperborea, dopo la fine del periodo secondario nel
quale questa tradizione atlantide rappresentò la forma predominante e
quasi il « sostituto » del centro originario ormai inaccessibile alla
comune umanità. Ed anche a tale riguardo il simbolismo ora accennato può
darci delle indicazioni non prive d'interesse. ........per questo la « terra sacra » polare, sede del centro spirituale primordiale del presente ciclo o manvantara, fu anche chiamata Váráhl, cioè « terra del cinghiale ». D'altronde, risiedendo là l'autorità spirituale prima, di cui ogni altra autorità legittima dello stesso ordine, non è che una promanazione è parimenti naturale che i rappresentanti di una tale autorità abbiano essi stessi avuto il simbolo del cinghiale come segno distintivo e che l'abbiano conservato nei tempi successivi; per questo i Druidi davano a sé stessi il nome di « cinghiali », benché, ogni simbolismo avendo sempre aspetti multipli, qui si può anche vedere, accessoriamente, una allusione all'isolamento nel quale essi si tenevano rispetto al mondo esteriore, il cinghiale essendo sempre stato considerato come un « solitario ».... ......In quel che abbiamo or ora detto sarà stata notata l'unione dei due simbolismi, « polare » e « solare »; ma, in quel che riguarda propriamente il cinghiale, importa soprattutto l'aspetto « polare ». D'altronde, ciò risulta dal fatto che, anticamente, il cinghiale rappresentava la costellazione divenuta in seguito l'Orsa Maggiore. Questa sostituzione di nomi è uno degli indici di ciò che i Celti appunto simboleggiavano con la lotta fra cinghiale ed orso, cioè la rivolta dei rappresentanti del potere temporale contro la supremazia dell'autorità spirituale, con le varie vicissitudini che ne seguirono nelle epoche storiche successive..... .......da rilevare che i due simboli del cinghiale e dell'orsa non appaiono sempre necessariamente in opposizione o in lotta, ma, in certi casi, possono anche rappresentare l'autorità spirituale e il potere temporale nei loro rapporti normali ed armonici, mostrati ad esempio dalla leggenda di Merlino e di Arturo. In realtà, Merlino, il Druido, è di nuovo il cinghiale della foresta di Broncenlandia (dove egli, alla fine, non viene ucciso come il cinghiale di Calidone, ma è solo addormentato da una potenza femminile); e Re Arturo ha un nome che deriva da quello dell'orso, arth ; più precisamente, un tale nome è identico a quello della stella Arcturus, tenendo conto della lieve differenza dovuta alla diversa derivazione, celtica e greca. Questa stella si trova nella costellazione australe del « Bove », nomi, questi, che recano ancora riuniti i contrassegni di due differenti periodi: il « giardino dell'Orsa » è divenuto il Bove quando l'Orsa stessa, o sapta-riksha, è divenuta i septem triones, cioè i « sette bovi » (da cui la parola « settentrione » per designare il Nord) . Dalle considerazioni esposte sembra derivare una conclusione circa la parte rispettiva delle due correnti che contribuirono a formare la tradizione celtica. In origine, l'autorità spirituale-magica e il potere temporale non erano separati come due funzioni diverse, ma unite nel loro principio comune, e una traccia di tale unione la si ritrova ancora nel nome stesso dei Druidi (dru-vid, cioè « forza-sapienza », i due termini essendo simboleggiati dalla quercia e dal visco); a tale titolo, ed anche quali rappresentanti più particolarmente l'autorità spirituale, alla quale è riservata la parte superiore della dottrina, essi erano i veri eredi della tradizione primordiale, e il simbolo essenzialmente « boreale », quello del cinghiale, apparteneva loro in proprio. Quanto ai Cavalieri, aventi per simbolo l'orso (o l'orsa di Atalanta), si può pensare che la parte della tradizione ad essi specialmente destinata comprendeva soprattutto degli elementi procedenti dalla tradizione atlantide; e forse questa distinzione può perfino spiegare certi punti più o meno enigmatici della storia successiva delle tradizioni occidentali.
In
Scozia, si trova anche, come nome di famiglia, Mc-Arth, [ Ritorno
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