Canto dell'essenza delle cose

 

 

 Il temporale, la folgore e la nube del Sud,

 Quando sorgono, sorgono dal cielo,

Quando svaniscono, svaniscono nello stesso cielo.

Arcobaleno, nebbia e caligine,

Quando sorgono, sorgono dall'aria,

Quando svaniscono, svaniscono nella stessa aria.

Linfe, raccolto e frutti,

Quando sorgono, sorgono dalla terra,

Quando svaniscono, svaniscono nella stessa terra.

Fiumi, spuma ed onde,

Quando sorgono, sorgono dall'oceano,

Quando svaniscono, svaniscono nello stesso oceano.

Passione, brama e avidità,

Quando sorgono, sorgono dall'anima,

Quando svaniscono, svaniscono nella stessa anima.

Autosapienza, autoilluminazione, autoliberazione,

Quando sorgono, sorgono dallo spirito,

Quando svaniscono, svaniscono nello stesso spirito.

L'esente-da-rinascita, il senza-condizioni, l'inesprimibile,

Quando sorgono, sorgono dall'essere stesso,

Quando svaniscono, svaniscono nell'essere stesso.

Ciò che appare come dèmone, che vale come dèmone, che è riconosciuto come dèmone,

Quando sorge, sorge dallo yogi stesso,

Quando svanisce, svanisce nello stesso yogi

Poiché i dèmoni sono soltanto un gioco illusorio dell'essenza interiore,

Resta nell'errore lo yogì che non realizzando il « vuoto » del proprio pensiero,

Vede i dèmoni nella sua propria anima...

Vi è un infinito numero di demoni della percezione,

Quando non si riconosca che l'anima stessa è « vuoto »...

Realizzando la natura vera dell'anima,

Si riconosce che lo stato di illuminazione non viene né va.

Quando l'anima illusa dalle apparizioni del mondo esterno

Ha realizzato la dottrina delle apparizioni,

Allora essa sperimenta che fra le apparizioni e il « vuoto » non vi è alcuna differenza.

Quando, per conoscere la contemplazione,

Si viene a conoscere che cosa è la non-contemplazione,

Allora si realizza che fra contemplazione e non-contemplazione non vi è alcuna differenza .

La causa dell'errore è il senso della differenza,

Perché allora i pensieri cessano di rivolgersi alla realizzazione dello scopo finale.

Quando la natura dell'anima vien paragonata a quella dell'Etere

E’ allora che si conosce rettamente l'essenza della verità.

 

 

 

 

 

Come le immagini dei sogni sono trascrizioni simboliche di impressioni profonde così, secondo il Máhayána esoterico, i « dèmoni », gli « dèi » e i « geni » dell'esperienza magica sono da considerarsi come proiezioni e visualizzazioni di potenze del proprio essere più profondo. Tali apparizioni conservano tuttavia il loro sembiante di realtà e di personalità nella misura in cui sussiste una differenza fra la coscienza usuale umana e la coscienza più profonda, « abissale », soltanto in rapporto alla quale esse si palesano come semplici immagini. [ Ritorno ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 In quanto non ha un carattere soggettivo psicologico o emozionale ma corrisponde ad un piano dell'essere, uno stato dell'essere.

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