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Telepatia |
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Telepatia:
la sua realtà, ormai, nemmeno gli « spiriti critici » di oggi la
contestano. Ma di essa costoro non sanno che come di un fatto
contingente: constatano il « fenomeno », quando si produce, anzi,
quando vuole prodursi qua e là. La scienza loro significa registrare,
non determinare. Creare e dirigere il fenomeno, a ciò non pensano. Qui
invece comincia la magia. Tieni per fermo che, se le facoltà tue sono sane, il tuo pensiero può superare la condizione dello spazio fisico e ciò che oggi telefoni, radio, tv ed altre macchine ti rendono possibile, puoi realizzarlo con una tecnica acconcia della mente e con un atto dello spirito. Certamente così, sarà cosa infinitamente più lunga, più faticosa ma sarà davvero un potere che tu allora avrai, tale a differenza delle macchine, che nessuna contingenza potrà toccarlo e revocarlo. Se non è di realizzazioni superiori che si tratta, ogni trasmissione psichica per via non materiale, si riferirà a due persone opportunamente preparate: e ben più facile sarà la pratica, se si tratterà di due elementi facenti parte di una « catena » o di un « gruppo ». Quanto alla tecnica devi distinguere intanto chi si deve preparare per ricevere ed intendere, e chi si deve invece preparare per emettere ed inviare. Al secondo, si chiede una sola cosa: il pensiero fisso e sottile. « Fisso » significa: la mente che formula il pensiero, che s'identifica al pensiero, che avvolge il pensiero, dimentica cancella dissolve ogni sensazione estranea, restando ferma, continua presso al suo oggetto, sia esso una immagine, sia esso una formula verbale. Se è una formula, pronunciala interiormente scandendola bene, perfettamente definita. - « Sottile » significa: il « silenzio » deve esserti d'intorno e tu non devi « volere », ma, appunto, solo « ideare », pensare. E assolutamente deve esser da te assente la coscienza « io penso », « io invio questo pensiero », ma deve essere, il tuo pensare o immaginare, quasi come quello di chi ricordi o rievochi, deve avere la natura di un soffio, di un'onda, di un sussurro. Calma profonda deve dunque regnare nel tuo animo e nel tuo corpo - e, poi, come chi scioglie luminosamente un sigillo sulle soglie silenziose del sonno. Una disciplina speciale è necessaria anche per chi deve ricevere l'altrui pensiero, l'altrui messaggio o, anche, l'altrui influenza, quando si tratta, più o meno, di persone che si trovano allo stesso punto della via magica...... ....Non
solo anche qui ti si chiede il « silenzio », ma devi abituarti ad un
esame minuzioso di tutte le tue sensazioni, di tutti i tuoi stati
psichici ed emotivi, di tutte le tue associazioni mentali. Devi vedere e separare. Da un lato troverai pensieri, stati, associazioni
che tu puoi spiegare, di cui vedi bene le cause, dirette o indirette; ma
dall'altro lato scoprirai cose che sono giunte dinanzi a te passando
da sotto, sgusciando
da dietro ovvero semplici « stati », ricordi subitanei da nulla
causati, immagini prive di relazione. E’ così che le frontiere della tua coscienza e del tuo intelletto sottile si amplieranno. Compiuti i primi passi, i successivi ti sembreranno facili. Avvertire immediatamente ciò che appartiene ai processi della sola tua psiche di individuo e ciò che invece vi penetra da fuori o da sotto: questo è il fine della disciplina. Saranno mesi, probabilmente. Ma a tanto devi giungere. Fatica sciocca, questa, se il tuo sforzo solo si giustificasse coi fenomeni di pensiero senza spazio che vuoi produrre. Ma tu sai che questo stesso sentiero ti occorre per la difesa occulta e per il trionfo interiore, tu sai esser questa già un'operazione magiica, non della piccola, ma della Grande Arte. E quanto più luce vi sarà nel tuo animo, tanto più l'applicazione ti riuscirà agevole. Dopo di che, prova. Per gradi. Due persone, naturalmente. I primi contatti provali sul tronco di un unico flusso di pensiero. Sedetevi entrambi in uno stesso ambiente, nella penombra, nella calma immobilità ieratica e rituale. Dovete aver fissata una direzione. Sarà un simbolo. Sarà una frase. Punto di partenza per entrambi. che la mente mediti, contempli. Arrestatala poi, e avendo interamente controllato, ognuno, i propri pensieri, i propri sentimenti, le proprie immagini, confrontate. Questo si chiama: l'avviamento per unizione, o, se preferisci, per sintonia. E’ il compito della prima fase. Nella seconda, uno di voi deve abolire l'appoggio, generare il vuoto, stare attento. Un flusso mentale ad un dato momento si formerà. Guardati dal disturbarlo. Sorvèglialo. Registralo. E poi confronta: vedi quali pensieri, quali immagini, quali sentimenti, quali percezioni riflettono ciò che il tuo compagno o il tuo maestro ha pensato. Ripetendo, affinati. Con lena, con fervore. L'orecchio sottile si desterà: scoprirà, nella massa delle formazioni psichiche, quelle che sono dei messaggi, delle comunicazioni. Ed anche questo punto rappresenterà per te, simultaneamente, una conquista sul più alto sentiero......... Giunto che sei a questa forma di ricettività, e constatate, più o meno complete, delle trasmissioni reali, devi togliere l'appoggio che, per te, ma anche per l'altro, rappresenta la suggestione della prossimità spaziale e della vicinanza fisica. Devi ripetere l'operazione prima, non essendo, voi due, nello stesso ambiente, ma separandovi, per esempio, un muro; poi essendo distanti, in due punti di una stessa città; infine, essendo in città diverse. Concorderete prima le ore. Poi farete cadere anche questo. Tieni in mente non essere, queste, realizzazioni più difficili, perché il pensiero magico non conosce spazio: per esso, un metro o mille chilometri fra due persone è lo stesso. Fasi sono, invece, queste, della distruzione della idea dello spazio in voi due, perché tale è il limite, tale è l'ostruzione: il fantasma dello spazio che portate nell'anima vostra, inconsciamente. E solo per gradi potete distruggerlo, usando la suggestione delle diverse distanze, della trasmissione meno lontana. Chi assume la funzione di trasmittente, quando l'altro non è presente, deve evocarne anzitutto la figura, farsela apparire dinanzi, così come era nelle fasi prime con la vicinanza fisica. Poi far retrocedere rapidamente l'immagine stessa mantenendola però chiara e distinta in ogni suo dettaglio. Opererai quindi una specie di proiezione: immaginerai un raggio che si diparte dal mezzo della tua fronte e si lancia in un lampo senza tempo fino a raggiungere lo stesso punto della fronte dell'immagine dell'altro. E’
la conoscenza, che la mente non ha spazio e, alla fine, non ha plurale.
E’ la conoscenza, che l'io può parlare per la tua bocca così come può
parlare per bocca di un altro, perché esso non ha a che fare con la «
persona ». E quando tu comincerai ad intuire e vivere questa verità,
per contraccolpo, anche la
virtù delle trasmissioni ne risulterà esaltata. E a poco a poco potrai
procedere nel profondo: l'attitudine che tu hai creato per raccogliere messaggi
di altri esseri, o per inviarne ad altri esseri, ti aiuterà per poter
udire o pronunciare una parola, che non appartiene più al tempo o
all'uomo. |