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Wicca, Magia , Moda? |
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Un
fenomeno dei nostri giorni è costituito dal gran parlare che si fa
intorno alla « magia » e alla « Wicca ». La magia e wicca sono quasi
di moda, e riferimenti ad essa sono rilevabili non pure in una
letteratura varia ma anche in altri domini, il cinema non escluso. I
libri sulla wicca si moltiplicano. Probabilmente
sono due le cause fondamentali che hanno propiziato il fenomeno «
occulto »: da una parte, la soffocante concezione del mondo propria al
materialismo; dall'altra, il fatto che la religione dominante, si è
mostrata sempre meno capace di dare qualcosa di più, qualcosa di
trascendente, di là da ciò che è semplice dogma, liturgia, devozione,
pratica confessionale. Così si è cercato altrove. Ma nel caso dell'interesse per la magia e la religione wicca vi è qualcosa di specifico perché esse hanno un aspetto maggiormente attivo, e fanno pensare ad un possibile uso di forze sovrasensibili per conseguire risultati concreti. Si potrebbe parlare di una mania per la wicca o la magia, ma non è che con questo vogliamo significare che la magia è una pura superstizione. Si potrebbe già rilevare che, di fatto, le ricerche della cosi detta « metapsichica » moderna hanno accertato, sotto severi controlli scientifici, la realtà oggettiva di una serie di fenomeni estranormali. Ciò basterebbe per fondare scientificamente la « magia », se tali fenomeni non fossero sporadici e così spesso legati a stati di una coscienza ridotta, come quelli dei medium, ma fossero invece suscettibili ad essere prodotti anche secondo un metodo e in una perfetta lucidità mentale. Potrà interessare anche per un lettore non specializzato una indicazione sommaria dei presupposti richiesti per la realtà della magia. Questi presupposti hanno un carattere essenzialmente esistenziale. Non si tratta di « arcani » e di speciali operazioni occulte che chiunque possa compiere. E' inutile leggere qualche testo e praticare esercizi meditativi per qualche anno speranzosi di ottenere il soddisfacimento di un desiderio compiendo il tal incantesimo o il tal altro sortilegio :-) Si
tratta invece di vedere in quale misura è possibile far rivivere uno
stato interiore il rapporto fra uomo e mondo che appartengono in gran
parte al passato, a civiltà e ad un ambiente radicalmente diversi da
quelli dell'uomo di oggi. ( Siamo diversi
Streghe e Primitivi ecc ) Per l'uomo di oggi, fra l'Io e la realtà, o natura, esiste una barriera. La realtà e la natura sono qualcosa che esiste a sé, in una esteriorità spaziale : Io qui e tutto il resto fuori da me! Questo è il GRANDE ERRORE!! Questa è La Grande Bestia. Ce l'abbiamo di fronte in ogni attimo e non la vediamo! Nel
mondo di cui la magia e la stregoneria facevano parte, il mondo e l'io
erano saldati organicamente. Quella barriera ( Io qui e il resto là )
era labile, con la controparte di una percezione non semplicemente
« fisica » della realtà. Da ogni eventuale rimozione o attenuazione
di quella barriera derivava peraltro una duplice possibilità. Da un
lato, era possibile che forze invisibili della realtà invadessero
l'uomo dall'esterno dannengiando la sua personalità creando dei «
pericoli dell'anima » ( frazer ha parlato di perils of the soul ), e
allora si può comprendere la ragion di tanti riti di protezione nelle
civiltà antiche ed anche fra le popolazioni primitive. Dall'altro lato,
era possibile un movimento nel senso opposto, ossia che l'uomo, rimossa
quella barriera, penetrasse nella natura e su essa agisse appunto in
termini di « magia »o di Wicca Magica. Condizioni analoghe valevano
anche per l'azione su altri esseri. Questa
è la condizione oggettiva affinché la magia non sia mera superstizione
o suggestione, ma una cosa seria. In una società civilizzata di tipo
moderno la struttura esistenziale dell'uomo e l'ambiente sono ormai
essenzialmente diversi da quelli ora indicati. E’ così che possibilità
magiche, oltre che fra popolazioni esotiche rimaste ancora « primitive
», possono rilevarsi, se mai, nelle nostre campagne, fra persone nelle
quali l'immaginazione ha ancora una potenza particolare, una veemenza,
ed essa non è stata paralizzata dall'intellettualismo che caratterizza
l'uomo moderno civilizzato, specie quello vivente in grandi complessi
urbani nei quali, è constatabile una specie di ulteriore «
pietrificazione » dell'aspetto esterioristico della realtà naturale
che la rende ancor più impenetrabile. Occorrerebbe pertanto essere in grado di riattivare lo stato nel quale "io e la natura sono la stessa cosa" di cui si è detto. E’ ciò che i rituali magici in tempi meno remoti hanno cercato di fare, producendo forme di esaltazione e di estasi capaci di « aprire », di ristabilire i contatti tra l'io e la natura. Ecco perché, nel considerare le cose secondo realtà, la magia oggi può servire quasi esclusivamente per divagare, oppure come un ingrediente a cui ricorre chi va in caccia di esperienze tanto « intense », quanto torbide: il significato delle quali è quasi sempre quello di un surrogato per supplire ad un inesistente senso profondo e saldamente radicato dell'esistenza. Il tutto, peraltro, porta raramente di là dal campo soltanto soggettivo, mentre è reale il pericolo di finire in forme spiritualmente regressive, tanto da aprirsi talvolta inconsideratamente a forze « infere », ripresentandosi così i « pericoli dell'anima » di altri tempi, senza però che quasi di essi ci si accorga. |