7 Stati della Coscienza

 

Il numero sette nell'ermetismo, conformemente all'insegnamento tradizionale esoterico, esprime forme trascendenti, non umane di coscienza e di energia che stanno a base delle cose « elementate ». Lo stato di corporeità fisica in cui si trova l'uomo è legato al mistero di questa differenziazione del settenario e, attraverso i « centri di vita », contiene  il doppio potere delle chiavi: dell'« aprire » e del « chiudere », del solve et coagula ermetico. Purificazioni, distillazioni, circolazioni, denudamenti, calcinazioni, soluzioni, abluzioni, uccisioni, bagni, rettificazioni e via dicendo, in quanto direttamente o indirettamente collegate al numero sette, esprimono, nella letteratura tecnica ermetica, l'opera applicata ai poteri, per la loro trasposizione da un modo di essere umano ad un altro modo di essere, « non umano ».

Già Ostano parla di sette distillazioni necessarie per ottenere da serpi del monte Olimpo e di altri monti l'« Acqua divina » che uccide i vivi e risuscita i morti (I Morti = gli stati profondi dalla coscienza sepolti nella forma terrestre). Raimondo Lullo circa la preparazione dell'acqua di vita  asserisce che è il « solvente » da usare nell'operazione: « Questo mestruo va rettificato [portato da ( morto )   a ( vivo )   = resurrezione. Il Pernety afferma che si tratta del passaggio per i sette pianeti, il quale si realizza con sette successive operazioni che conducono da differenti stati del Mercurio, simboleggiati dai vari metalli alchemici, sino allo stato di Oro. Secondo Filalete « bisogna purificare il Mercurio almeno sette volte. Allora il bagno per il Re è pronto ». Nel Libro di El Habir: « Lavate sette volte la calce che non è stata spenta [simbolismo dell’aridità bramosa d'Acqua] »: « Vi ordino di operare sulle ceneri [ossia: su ciò che resta dopo l'azione del Fuoco purificatore] facendole cuocere e irrorandole sette volte.  Con questo procedimento le ceneri divengono dolci, buone e belle, e voi non vi vedrete più la morte »

Le stesse sette porte dei Misteri di Mithra si ritrovano nella redazione araba del Libro di Ostano: in una visione, successa ad ascesi, digiuno e preghiera, appare all'autore un essere che lo conduce dinanzi a sette porte che custodiscono i tesori della Scienza: un animale simboleggia palesemente la brama che si nutre di sé stessa stabilendo, con la sua presenza, l'ostacolo alla realizzazione degli stati trascendenti '!'

In un testo di alchimia mistica siriaca, relativo allo « Specchio » contenuto in un tempio detto appunto Le Sette Porte : « Scopo dello specchio non era lasciar che un uomo vi si contemplasse materialmente: poiché appena lasciato lo specchio, egli subito perdeva la memoria della propria immagine. Lo Specchio rappresenta lo Spirito divino. Quando l'Anima vi si guarda, scorge le vergogne che ha in sé, e le rigetta... Purificata, essa imita e prende per modello lo Spirito Santo; diviene essa stessa spirito; possiede la calma e ritorna incessantemente a questo stato superiore, in cui si conosce [il divino] e se ne è conosciuti. Allora, divenuta senz'ombra, si sbarazza dai vincoli propri e da quelli che ha in comune col corpo... Che dice infatti la parola dei Filosofi? Conosci te stesso. Essa indica con ciò lo specchio spirituale e intellettuale. Che è dunque questo specchio, se non lo spirito divino primordiale? Quando un uomo vi si guarda e vi si vede, distoglie il viso da tutto ciò che ha nome di dèi e di demoni e, congiungendosi con lo Spirito Santo, diviene un uomo perfetto. Vede Dio che è in lui... Questo specchio è posto al di sopra di sette porte...che corrispondono ai sette cieli, al di sopra di questo mondo sensibile, al di sopra delle dodici case [lo zodiaco, le forze della vitalità animale]... Al disopra di essi esiste quest'Occhio dei sensi invisibili, quest'Occhio dello Spirito, che è presente e che è in ogni luogo. Vi si vede questo Spirito perfetto, nella potenza del quale tutto è compreso »

l'Ombra dell'Oro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La realizzazione degli stati trascendenti la si ottiene con una particolare disciplina che mira a togliere su noi il controllo della "BRAMA" unitamente ad un particolare esercizio spirituale che usa un caratteristico specchio. L'esercizio ( nel CD ) e lo specchio in questione li potrai trovare in questo stesso sito. [ Ritorno ]

 

 

 

 

 

 

 

Ovviamente non si sta parlando di specchi che usano i maschi per radersi la mattina e le femmine per rifarsi il trucco ma di una visione speculare che sorge quando la nostra consapevolezza riesce ad immergersi negli stati profondi dalla coscienza sepolti nella forma terrestre. Quando l'uomo si accorgerà che "fuori" esiste solo un'altro se stesso che chiama  mondo avrà vinto il primo e importante demone che lo inebria con l'acqua del fiume lete. [ Ritorno ]