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Ambula ad Intra |
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Se si considerano i due principi “alto” e “ basso” ,“spirituale” e “materiale”, “sottile” e “denso” ecc, come parti di un tutto vivente, come dato di una esperienza reale, veniamo ad un altro insegnamento ermetico fondamentale: quello della presenza nell'uomo della « cosa meravigliosa », del « caos vivo », nel quale ogni possibilità è compresa. E’ così che nei testi ermetici vi è un continuo passare degli stessi termini da un significato cosmico-naturale ad un significato interiore umano: Pietra, Acqua, Miniera, Matrice, Uovo, Caos, Drago, Piombo, Materia Prima, Albero, Spirito, Telesma, Quintessenza Donna, Cielo, Seme, Terra e così via, sono simboli che nel linguaggio cifrato ermetico soffrono continuamente questa trasposizione, anche nel giro di uno stesso periodo, creando gravi difficoltà per il lettore inesperto. Nel Corpus Hermeticum si legge: «Sei tutto in tutto, composto di tutti i poteri». L'espressione « cielo », di cui evangelicamente fu detto « il regno dei cieli è dentro di voi », è usato anche dalla tradizione ermetico-alchemica per il Principio: ma per esso un altro simbolo è più frequente e tipico: l'Acqua. Böheme ne parla così: « Quest'Acqua sussiste da ogni eternità... si estende a tutti i punti di questo mondo ed è l'Acqua di Vita che penetra attraverso la morte... In nessun luogo è afferrabile e percepibile». « Ma essa [ Acqua ] riempie tutto egualmente. Essa è anche nel corpo dell'uomo e quando egli ha sete di quest'Acqua e ne beve, allora la Luce di Vita si accende in lui ». Per cui, si finisce con l'affermare in tutta decisione che l'uomo « è il centro in cui tutto ha fine: racchiude la quintessenza di tutto l'universo. Partecipa alle virtù e alle proprietà di tutti gli individui ». Di questo corpo e del suo mistero i seguaci di Ermete così si sono espressi: « la cosa più vicina d'ogni altra », che « tutti hanno sotto gli occhi e sotto le mani », dagli insipienti ritenuta vile, dai Saggi ritenuta la cosa più preziosa. Al detto buddistico che dice: « In questo corpo alto otto palmi è compreso il mondo, la genesi del mondo, la risoluzione del mondo e la via che conduce alla risoluzione del mondo », fa rigoroso riscontro quello della Tabula Smaragdina: « Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso è come ciò che è in alto, per le meraviglie di una cosa unica ». Agrippa in modo esplicito espone lo stesso insegnamento: « Nessuno può arrivare ad eccellere nell'arte alchemica, senza conoscerne in sé stesso i principi; e più si avrà la conoscenza di sé stesso, più si acquisterà potere attrattivo, e si compiranno cose grandi e meravigliose ». « Ambula ab intra » - è un motto del De Pharmaco Cattolico ( lo puoi trovare nel CD ) . E’ la « via interiore », questa « via sacra » che parte dalla « pietra nera » « pietra che non è pietra », ma « immagine del cosmo ». Tutta questa via sacra è rinchiusa enigmaticamente nella sigla VITRIOL, così esplicitata da Basilio Valentino: « Visita Interiora Terrae [Terra = il corpo], Rectificando Invenies Occultum Lapidem ». Lungo di essa, conoscenza di sé e conoscenza del mondo si intercondizionano, sino a divenire una sola e medesima cosa meravigliosa, vera mèta della Grande Opera: poiché qui, fuori, come in alto così in basso, come nello spirito nella natura, così nell'umano organismo - sono presenti i Tre, i Quattro, i Sette, i Dodici; Solfo, Mercurio, Sale; Terra, Acqua, Aria, Fuoco; i Pianeti; lo Zodiaco. « La fornace è unica - affermano enigmaticamente i Figli d'Ermete, unica la via da seguire, unica anche l'Opera ». « Vi è una sola Natura e un'Arte sola... L'operazione è unica, e al di fuori di essa non ve ne sono altre vere ».
AGRIPPA,
De Occulta. Philoshophia.
A questa idea si debbono riferire, secondo uno dei loro
significati principali, le numerosissime espressioni ermetiche, che
nulla si deve aggiungere alle simboliche « materie »; che esse bastano
a darsi la loro perfezione, e da nulla di esterno questa può esser loro
conferita; che esse hanno in sé i principi di tutte le operazioni. Per
tutti, MORIENO:
« Coloro che hanno in sé stessi tutto ciò che occorre i [Maestri
ermetici], non hanno bisogno del concorso di chichessia
[ Ritorno ] ».
Faccia
attenzione il lettore a non interpretare queste frasi nel senso
metaforico ...l'uomo
... ha sete di quest'Acqua e ne beve, allora la Luce di Vita si accende
in lui.. Queste
frasi hanno, come tutte le altre, un carattere pratico, al limite
anagogico. L'acqua è una forza che è in noi che sottende a tutta la
nostra vita e con determinati esercizi si può renderla manifesta nella
sua purezza. Anche le nostre passioni ( stato passivo
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