|
Conoscenza della Pietra |
|
l'Alchimia è una Scienza e ad un tempo un'Arte, oltre che a virtuali di realizzazioni intellettuali, i simboli racchiudono elementi di azioni - vie segrete di potere per il Fuoco mentale desto nell'Opera sacra. Ricorrente negli scritti medievali di questa tradizione, tu avrai trovato, per esempio, questo tema: FUOCO INTORNO ALLA PIETRA NERA - NUBE CHE SE NE LEVA. Se pur tu ora sai sorridere di chi qui immagina volgari operazioni chimiche - combustioni, vapori che esalano nel riscaldarsi di certe sostanze morte; se tu invece sai, che la « Pietra » è il corpo animale, la « Nube » è il corpo sottile, il « Fuoco » però qualche cosa, che difficilmente si riuscirebbe a far capire a chi mai l'abbia acceso: se pure, dunque, sei da tanto, tieni per fermo che con tutto questo stai ancor lungi dalla realizzazione rituale della potenza della formula. Su
questa voglio ora istruirti. Per primo, ed innanzi tutto, devi conoscere partitamente - conoscere vuol dire: prepararli, « confezionarli » - e praticamente, gli elementi; i quali sono la Pietra nera e il Fuoco. Il terzo che è la Nube, l'atto stesso del Rito è destinato a dartene l'esperienza. Tu
sai che il laboratorio nostro è il corpo: questo « ricettacolo » alto
otto palmi comprende gli elementi, il principio degli elementi, la vita
e la risoluzione loro nelle vie d'in alto o nelle vie d'in basso,
secondo l'Azione e secondo il Rito. Come chi scioglie ciò che era intrecciato, e questo e quello ora separa, distingue, conosce e ripone partitamente così anche, con sottile arte spagirica, chiuso nella tua forma, amalgamato con la tua sostanza, gelato in magico equilibrio, separerai ed estrarrai dal tuo « composto » gli elementi necessari per l'operazione. (Conoscenza della Pietra) Già te ne fu detto nella sezione “corsi”, per più di un accenno. Posizione supina, rigorosamente orizzontale, immota: come di chi sia stato abbattuto, atterrato, percosso a morte, per analogia simbolico-magica con la condizione di passività radicale che precede il rialzarsi vivente. Immobilizzazione del pensiero. Estinzione
delle sensazioni specializzate dei vari organi, funzioni e sedi dei
sensi. Giunto allo stato di « silenzio » ( V. CD ) - calma non-differenziata, interiorità riposante in sé medesima - agendo in modo sottile e dolce attrai e fa di nuovo emergere una, dirò così, imponderabile sensazione del corpo tuo immobile. Lo stato che così sopravviene, trattiènilo: imprimilo esattamente nella coscienza. Poi aggiungi, a Mercurio, Saturno - ossia: con un atto istantaneo della mente realizza l’immagine-sensazione di te come SCHELETRO: te sistema osseo nudo, vuoto, senza carne, senza vita. E tieniti saldo e intrepido nell'animo. La trasformazione è: nero più del nero, gelo mortale, impietramento di mineralità. E’
il lapis niger. Impossèssatene.
Per la « concentrazione », non si creda che, come certi compiti possono essere espressi in poche righe, così spiccia sia la loro realizzazione. Ove occorra, si insista per ore nell'immobilità con una “patientia” tenace e calma: quasi con l'animo di chi subisca una situazione da cui non è più in suo potere uscire, rassegnandosi dunque ed attendendo con tranquillità che il pensiero finisca con lo stancarsi e col cessare, e così pure ogni reazione e sensazione del corpo fisico [ Ritorno ] |