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Conoscenza del Rito |
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Abbiamo già accennato nella sezioni "corsi" alla magia dell'immagine: qui ti si chiede di saper amalgamare una immagine con uno stato - di proiettare una immagine che, simultaneamente, sia la presenza di uno stato. Altrimenti manca la scintilla creativa per ogni operazione ermetica. Ti ho detto sulla preparazione della Pietra e del Fuoco. Per una tenace e lunga pratica, tu lo sai: « ogni precipitazione viene dal diavolo » - al modo stesso che l'incerto e stento tentativo, con l'esercizio diviene una abilità, un automatismo subito obbediente al volere - così anche gli stati corrispondenti a quei due simboli il tuo spirito deve averli in suo potere: quasi come un ricordo preciso, o una nozione, acquisita e compresa, che tu sai rievocare quando vuoi. Si tratterà di legare questi stati alle immagini effettive di Pietra e Fuoco. - Ma non procedere alla sintesi operativa, prima di esser ben sicuro nel possesso, di cui ora ti ho detto. Se vuoi operare anche con disposizioni rituali, riprendi l’esercizio con lo specchio che ti ho comunicato nel CD. Avviati di nuovo verso il « Silenzio ». Discioltoti, permanici. Calmo. Nessuna preoccupazione, nessun pensiero anticipatore di quel che farai. E’ ad un tratto che - subitamente come l'illuminarsi e il ripiombar nel buio di una scena per un lampo - è ad un tratto che la mente REALIZZERA’ la visione: Pietra - Fuoco che percuote la Pietra - Nube bianca che se ne scioglie ed ascende. Se la proiezione è giusta nel suo senso, sufficiente nella sua energia, e animata (in Fuoco e Pietra della visualizzazione devi far ardere intensamente gli stati, che hai preparato e padroneggiato), allora può accadere il distacco completo, la traslazione nel corpo magico. Questo
rito è potente. Non è scevro di pericoli per chi non abbia l'animo
saldo, e rapidità di inibizione e di distruzione di fronte a ogni
reazione istintiva e istantanea dell'ente psichico. Per una eventuale
difficoltà a riprendere i comandi del corpo fisico, torna a quel che ti
dissi per lo sdoppiamento (CD). Il rito è potente: ma di questa potenza la concentrazione è l'anima, la clava, la leva, l'unico strumento di risveglio. Torno a dirlo, perché equivoci non sorgano - circa quanto sono venuto comunicando su queste pagine - da parte di illusi nelle presunte virtù che avrebbe una formuletta d’incantesimo o un « segreto » quando sussista l'abitudine di un pensiero periferico, distratto, sfarfallante, astrattistico, discontinuo. Prima di qualsiasi opera, devi saper giungere alla CONCENTRAZIONE ASSOLUTA. E ciò vuol dire: penso l'oggetto, penso all'oggetto, penso sull'oggetto, vivo l'oggetto, non esiste né « io », né null'altro, ma fermo, unico, isolato, al centro del fuoco della mente sta l'oggetto: come la freccia lanciata e profondamente infissa più non si scuote come la salda roccia che non ha nessun moto ai colpi del vento - così sussista l'unico oggetto, nel « vuoto » della mente. Che a questo ti occorrano mesi od anni, non importa. Se non hai la forza, o se troppo dura ti sembrasse questa condizione, considera a quante altre belle cose può dirigersi l'azione, nella vita degli uomini, oltre che alla Magia.
Per comprendere di che si tratti si può pensare a certe immagini di cose fortemente vissute, che non si possono rievocare senza esser presi nello stesso momento da una emozione corrispondente. [ Ritorno ] |