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Diana e il Corpo Astrale |
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S'è detto: la corporeità
così come la viviamo, è l'insieme di tre corpi; corpo/terra Una volta che si ha sciolto
l'amalgama degli elementi si può tentare l'incontro con la serpe, vale
dire, si può tentare l'estrazione del mercurio dalla miniera. Sono
molte le tecniche per far ciò. Si va dagli esercizi che cercano di
esercitare un controllo sul pensiero Sciogliere i sensi, addormentarli, saturarli, per far in modo che il principio io, se sussiste, converga in noi e raggiunga la sorgente dell'acqua ( luce astrale ): questa è l'operazione tecnica conclusiva della prima parte della Grande Opera. Questa discesa in noi al centro ( via umida ) o salita ( via secca ), presume inderogabilmente il pieno padroneggiamento dell'esperienza. Si tratta di un'estasi attiva nella quale « liberazione » e trasfigurazione sono esattamente equilibrate da una ugual quantità di affermazione, ed ogni cedimento, trasporto o « combustione » è arrestato e « gelato ». Siamo ad una « fissazione », che però può corrispondere ad una esperienza senza forma. Da essa si può allora procedere ad un'altra esperienza, da ottenersi con una prima « discesa » che qualifica, conferma ed integra l'avvenuta realizzazione. Si tratta di immergere nel nuovo stato il senso del corpo, realizzando la corporeità in funzione del nuovo stato « luce », « giorno », « vita », ecc. - e, viceversa, questo stato in funzione di essa corporeità. Il risultato è ciò che in senso speciale si può chiamare la « Pietra Bianca », prima corporificazione dello spirito, resurrezione, per cui le fecce oscure lasciate giù imbiancano, e una forma se ne discioglie e si alza, abbandonando il « sepolcro ». Si tratta dunque di una trasposizione della coscienza della corporeità nella piena attualità di quelle energie, grazie alle quali il corpo è vivente. I Maestri ermetici chiamano la loro Diana questo nuovo « corpo » tratto dall'antico e dicono: « Beati gli Atteoni che giungono a vedere la loro Diana tutta ignuda » cioè completamente in atto fuor dalla terrestrità che la celava. Artefio: « I nostri Corpi si sollevano in color bianco, al di sopra dell'Acqua dissolvente, e questa bianchezza è Vita » - con essa « l'Anima è infusa nel Corpo e quest'Anima è più sottile del Fuoco, essendo la vera Quintessenza e la Vita, che chiede solo di nascere e di denudarsi dalle fecce terrestri e grossolane » La fase di semplice fissazione delle Acque e quella dell'estrazione della Diana o Luna possono praticamente confondersi l'una con l'altra perché si agisce con qualcosa che ha simultaneamente del corporeo e dell'incorporeo, dell'attivo e del passivo, cioè dell'una e dell'altra natura. La formula: Sciogliere il corporeo, corporificare l'incorporeo è un motivo ricorrente e centrale di tutta la tradizione. I Maestri ermetici riconoscono la difficoltà di mantenersi attivi in uno stato puramente incorporeo; dicono perciò, concordemente, che la fissazione completa si ha nella simultaneità del farsi, il corpo in spirito e lo spirito in corpo. Anche se la « riprecipitazione » subitanea non dovesse aver virtù di trasmutare in puro Argento, è preferibile un ciclo di successive sublimazioni (separazioni) e precipitazioni (ritorno al corpo) fino al compimento, pur di non perder contatto con ciò che, sia pure allo stato di Terra, contiene in sé la condizione per l'individuazione. E il De Pharmaco parla così della trasformazione che avviene nella compagine organica del Corpo: « Sbarazzato da tutti gli inquinamenti e i gravami terreni, ridotto e ricondotto a Sale chiarificato ed Anima illuminata, questo liquido [ perché sciolto dall'Acqua ], l’Oro potabile si scioglierà nel Corpo o ventricolo umano, di come volentieri se ne andrà diffondendo - o subito effondendo - a pervader tutte le membra e tutto il sangue; ad esercitarvi - come si addice a farmaco universale una operazione generale efficace sino a sommo prodigio » Si può ravvisare anche un'interpretazione ermetica dello stesso mito evangelico in funzione delle operazioni dell'Arte Regale. Il vecchio uomo essendo stato innalzato sulla Croce, egli viene poi posato nel Sepolcro. Risuscita dopo esser sceso nelle profondità della Terra, negli inferni; prende forma prima celeste e poi umana (ascesa e discesa) fino a che nelle Pentecoste « lo Spirito santo scende ad impregnar il Corpo intero e a rivivificarlo »: donde la relazione con la « nascita, dalla carne morta, di un altro Corpo celeste e vivente che conosce e comprende la Luce ». Anche il numero quaranta ci riporta peraltro anche alle ore della giacenza di Gesú nel « sepolcro »: e si può rilevare, del resto, che nel calendario delle feste cattoliche, dopo le Ceneri, un periodo di quaranta giorni di mortificazione segue al Carnevale, per finire nella Pasqua di resurrezione. La Pasqua è immediatamente preceduta dalla domenica delle Palme, che tradisce il noto simbolismo della vegetazione e si associa anche ai simboli dell'Uovo e dell'Agnello, o Ariete che allude alla forza del Fuoco e della « virilità trascendente » (ios, virtus vis, virya, ) e simultaneamente l'indicazione astrologica della data stessa della Pasqua, che cade nell'equinozio di primavera, sotto Ariete.
FILALETE: « In quest'Opera la nostra Diana è il nostro Corpo quando è mescolato con l'Acqua ». Aggiunge che la Diana ha un bosco, perché « al bianco il Corpo produce le vegetazioni » - simbolismo che abbiamo già spiegato. L'Atteone ermetico, a differenza di quello del mito classico, non subisce però il castigo per aver visto Diana nuda. Diana quale levatrice di Apollo vuol dire che questo stato, a sua volta, propizia la successiva realizzazione, quella solare. [ Ritorna ] |