De Pharmaco Catholico

               

 

Sappi anzitutto, che da tre essenze ogni cosa fu formata e fatta, in corpo analogo e simile per astrale impressione ed elementare operazione. Gli elementi si ritrovan nei metalli - e non i metalli negli elementi in quanto ché il seme dei metalli non è situato così lontano, come certi saputelli se lo sono fantasticato. E benché gli elementi, nella formazione di qualsiasi corpo, debbano insieme cooperare, non sono però ancora la filosofale Materia Prima, cioè quel tale Seme Astrale. Sono però causa di generazione e di corruzione e corruzione di una cosa è generazione di un'altra.......

......Quando infatti, entro a un unico soggetto, coesistono due contrari, ne nasce una lotta incessante, sin ché una delle due parti riceva rinforzo dal suo esterno elemento: giacché allora la parte avversa deve subito ritirarsi, lasciando la vittoria al piú forte.......

.........così, e non altrimenti che nel microcosmo, accade anche in minerali e in metalli: i quali, per rafforzamento di uno o di altro elemento, sopprimono od opprimono l'elemento contrario, sino a doverne seguire decomposizione e scissione. Chi da questa decomposizione sa e può, mediante quel tal magico Fuoco filosofale, raccogliere il solfo metallico - in quanto anima o igneità loro - quegli ha espugnata la gloria di questo mondo.......

.......Hai infatti udito come i Filosofi - nella risoluzione di tutti i metalli - facciano uso di contrari elementi, che battezzai i due fuochi: il simpatico e vampante fuoco ermafroditico, e il frigido metallico; il costituente igneo, o anima dei metalli, è il loro Solfo: il frigido è quel Mercurio che dicesi acqua dei metalli, e che riducesi mediante il Sale.......

..........Mercurio lunare, se ne può, pure, con assai lieve fatica, estrarre e distillare da corpo saturnio; ed ha natura e proprietà uguale allo stesso Mercurio di Luna, inquantoché Luna fu generata mediante Saturno. E come da Saturno può ottenersi Mercurio lunare, così può estrarsi da miniera di Venere il caldo Mercurio solare, mediante Tartaro e Sale ammoniaco i quali, pur avendosi nella piú grande avversione, devono però, questa operazione, promuoverla insieme. Mercurio del freddo Saturno, e Mercurio della calda Venere, chi avrà saputo fonderli in olio, eccolo aver egli l'Universal Solvente: eccolo tener la salda chiave, con cui ridurre a potabilità tutti i Solfi. Ma torniamo ora al punto.....

.......E quando l'Oro è amalgamato con Mercurio saturnio, diventa un Oro poroso ; sicché meglio e piú presto l'infernal fuoco può calcinare quel solido corpo: accenderne da tutte le parti il fuoco solare; e, così, ridurlo in ceneri; allora, mediante chiara rugiada celeste, ne deduciamo il Solfo: dalla massa restante - dopo debita riverberazione - lisciviamo quel superpreziosissimo medicinal Sale, di cui hanno detto i Sapienti: « Sale metallare, è Pietra Filosofale »; o, come un altro Filosofo si espresse: « Se Dio non avesse creato il Sale, non si farebbe Pietra Filosofale ». Ma questo Sale occorre chiarificarlo a dovere, con spirito di vino. Fatto ciò, eccolo unirsi al suo Solfo: eccolo coimbeverarsi con lo spirito cosmico - con quello spirito che fu cioè distillato da Mercurio saturnio - ed eccolo putrefarsi e fissarsi, in un unico vetro e fornace. Così la Grand'Opera è completata sino a fermentazione e ad aumento, ed è medicina universale per tutte quante le infermità; chi può fruirne, consegue rinnovazione d'anima e rinvigorimento di ogni forza mancatagli.......

.....Poi è anche giusto che, quanto è buono, sia anche in comune: almeno con quelli che ai Filosofi si sono avvinti e dedicati, e ne appartengono al numero. Per gli altri che ne son fuori, tutto avviene a mo' dell' « Odano e non intendano, vedano e non apprendano ». Non butteremo perle ai porci: i quali, del resto, non le pregiano affatto, ma anzi le insozzano, e via dicendo.......

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il « metallo » simboleggia ciò che vi è di piú individualizzato nella massa della « terra ». In un senso vasto sta dunque ad indicare lo stesso individuo umano; piú specialmente, identificata la terra alla sostanza del corpo umano, il metallo corrisponderebbe a ciò che nel corpo vi è come organi e plessi. Il seme o solfo dei metalli è quindi il potere profondo, originario di organizzazione e individuazione, cioè la stessa potenza che dà forma e vita; la quale è immanente e può essere ridestata e dominata mediante l'Arte, divenendo allora il « magico fuoco filosofale ». I metalli, dice il FILALETE (Filet d'Arianne, Paris, 1695, p. 27), morti dal momento che sono staccati dalla miniera [o terra: questo staccarsi è il differenziarsi degli individui viventi] vengono rianimati nella loro semenza e così portati ad una resurrezione - e appunto questa è la Medicina Universale. - « Per compiere l'opera dei Filosofi - dice il SENDIVOGIO (De Sulfure, Venezia, 1644, p. 190) - bisogna estrarre l'anima metallica e, estrattala e purgatala, bisogna di nuovo ridonarla al suo corpo, in modo che avvenga una vera resurrezione del corpo glorificato ». [ Ritorna ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  L'« esterno elemento » è il corrispondente cosmico della forza presente in modo individuato in un particolare corpo o essere. [ Ritorna ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il fuoco ermafroditico » è   , il « fuoco frigido » è l'« acqua » del corpo, il semplice stato fluidico  . [ Ritorna ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Principio al Chymica Vannus vi è la sentenza: «In cruce sub sphaera ( Venere) venit Sapientia vera». Il Tartaro è connesso nell'ermetismo al Chaos alla « materia » dei filosofi allo stato caotico primordiale, e può alludere ad un modo particolare di « decomposizione ».Basilio Valentino p. es lo definisce come ciò che dissolve i metalli. Qui vi è forse una allusione a metodi violenti per attivare la forza profonda del Mercurio solare - da altri ermetisti, nascosti sotto il simbolo delle « acque corrosive » e delle « acque forti »: forme di ebbrezza e forme, in genere, che traggono partito da un profondo sommovimento dell'equilibrio psico-fisico. L'estrazione del caldo Mercurio dalla miniera di Venere potrebbe alludere anche a metodi di magia sessuale. [ Ritorna ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La «porosità» dal Sendivogio è connessa al metodo opposto a quello violento - ma qui sembra che i due metodi siano insieme congiunti: l'Oro si apre alle « acque », se ne fa compenetrare per un primo « disciogliersi » e decomporsi, che poi il fuoco infernale conduce a fondo, finché non venga in atto, dalla decomposizione, l'Oro nel suo stato puro e assoluto.[Ritorna]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’  importante assai il detto, che se non vi fosse Sale non sarebbe possibile «fare» la Pietra dei Filosofi. Dal corpo materiale l'Io trae il senso di sé, e così esso resta la base su cui si deve lavorare, perfezionando, integrando ed illuminando la potenza che lo ha prodotto sino ad ottenere quel corpo perfetto identico al cosiddetto « corpo spirituale » o « corpo magico ». Per questo, il pericolo nelle operazioni è che il Mercurio si involi e che il fuoco non disciolga soltanto i metalli ma li distrugga. Ond'è che il Mercurio adatto all'Opera non è il Mercurio volgare, ma un Mercurio fissato, - e il fuoco non quello veemente, ma quello sottile, androgine e temperato. E’ necessaria la chiusura ermetica del vetro, o athanòr: questa chiusura fa sì che il volatile non possa fuggire, ma urtando la parete superiore di nuovo si condensi e riprecipiti sui residui salini che esso ha lasciato giù, per reagire su di essi secondo un circolo ricorrente di nuove sublimazioni e precipitazioni che ha termine soltanto quando tutti i residui sono risolti e i due - la coscienza superiore solare e il corpo - divenuti uno. Allora l'athanòr si schiude e da esso spicca il volo la Fenice l'animale autogenerantesi ed immortale. [ Ritorna ]