Dissociazione dell'Io

             

 

Chi ha deciso di non fermarsi alla semplice lettura conoscitiva ma ha iniziato una disciplina volta alla separazione ( solve ) dei propri elementi costituenti la pietra potrebbe trovarsi di fronte a reazioni psichiche che potrebbero spaventarlo.

Una prima reazione può essere un risveglio dell'istintività e dell'automatismo. Molti se ne sorprendono; ma la cosa è naturale e prevedibile. 

Si sa che l'individuo non è un essere uno (ben lunga è la via per giungere a tanto), ma un « composto ». Alle varie componenti, le quali appaiono nelle singole facoltà, ci si è identificati. La pratica tende a sciogliere questa « simpatia » ed a far sì che l'Io si costituisca in un certo modo in sé stesso. Ora è naturale che via via che ciò accade, le varie facoltà acquistino una corrispondente autonomia, il che produce appunto il fenomeno dell'accentuazione dell'automatismo e dell'istintività. 

Sapendo di che si tratta, bisogna dunque restare calmi dinanzi ad eventuali fenomeni del genere, che talvolta possono produrre una specie di incapacità di organizzazione nella vita mentale: a suo tempo sopravverrà una forma superiore di unità che prende il luogo di quella puramente aggregativa e contingente dello stato ordinario. Come esempi, si possono indicare movimenti spontanei, o parole che ci sfuggono, con tendenza a ripetersi uguali, spesso in relazione fissa con dati corsi di pensieri; oppure sono alcune forme del pensiero stesso che si ripetono. costituendo dei monoideismi, con corso leggermente ossessivo.

 Un altro fenomeno derivato dall'automatismo, è la prevalenza dei decorsi mentali a carattere associativo su quelli di carattere raziocinativo: un pensiero porta automaticamente ad un altro, in virtú di contiguità e di analogia, invece che per un nesso ragionevole e controllato. Chi non mantenga la calma di un osservatore ma si identifichi a queste trasformazioni interne, è esposto a dei pericoli anche nel campo della dottrina: egli è portato a vedere le connessioni piú stravaganti fra cose o avvenimenti che connessioni non hanno. Questa è l'origine positiva di una serie di confusioni, di ravvicinamenti e comparazioni arbitrarie, di deduzioni fantasiose, che certi occultisti pensano in buona fede di poter riferire ad una luce e ad una comprensione superiori da essi raggiunte, mentre, di fatto, si tratta di un divagare e di un fantasticare. 

Si comprende da questo, che bisogna sempre ricordarsi che i fenomeni interni non hanno principio e significato in sé stessi; bisogna guardarsi dal soggiacere alla evidenza che essi possono rivestire per cercar invece di scoprire ciò che sta dietro ad essi, una volta che essi siano stati assunti nel valore di sintomi.

 All'accennarsi della dissociazione, ogni singolo elemento, autonomizzandosi, adatta maggiormente la propria fisionomia alle forze, agli impulsi e ai pensieri occulti che vi si manifestano. Questi stati possono dunque anche valere come una condizione favorevole per un'effettiva conoscenza di sé. E’ noto che il metodo psicanalitico lavora appunto sulle associazioni spontanee e sulle manifestazioni automatiche della psiche per sorPrendere contenuti di quest'ultima, che di solito restano subcoscienti. Vi è solo da osservare che un tale contenuto non è l'Io, ma anzi ciò che nell'Io è non-Io. L'Io è invece ciò che se ne distingue e che distinguendosene, per così dire se lo fa apparire di fronte, tanto da conoscerlo oggettivamente. In certi casi, anzi, questo non è un modo di dire, ma un'espressione propria: quando in questi stadi di dissociazione l’immaginazione si trovi allo stato libero, possono prodursi vere e proprie visioni.

Queste visioni vanno conosciute come proiezioni simboliche del contenuto della psiche (quello, da cui ci si è distinti) e delle forze che si muovono nel corpo. E’ sì, vero che ad un piano più profondo questo contenuto e queste forze manifestano degli esseri reali non-umani. Affinché nella visione possano apparire questi esseri occorre però che l'Io sia completamente vuoto, che la capacità delle reazioni soggettive sia assolutamente neutralizzata: e questo è uno stadio che sta assai di là dalle fasi che noi qui consideriamo. E’ vero, tuttavia, secondo l'espressione di un antico manoscritto kabbalistico, che « nelle facoltà purificate, rese trasparenti come il cristallo, appaiono prima i dèmoni [fase soggettiva], poi gli dèi [fase oggettiva] ».

Queste "visioni", oltre al confusionismo dottrinale che possono far scaturire, portano anche all'illusione di una pseudo-chiaroveggenza visionaria come uno degli effetti che si verificano in chi non si rende ben conto di ciò che la sua pratica ha provocato e si lascia invece giocare da queste reazioni istintive.

Abbiamo premesso di considerare situazioni determinate dall'azione dell'Io. Ma processi analoghi possono anche prodursi in via apparentemente spontanea, per cause remote, senza nessuna intenzione iniziatica. Tanto maggiore è allora la difficoltà di conoscere e, quindi, di orientarsi ed essere attivi.