Distillazione e Fecce

 

La distillazione è quella operazione che permette di togliere una parte di un composto servendosi di particolari tecniche. Per esempio, se si mette dell'acqua contenente dei fiori di gelsomino in un alambicco e la si lascia macerare e poi la si riscalda col  fuoco, i vapori che si alzano, indirizzati da una serpentina , scendono in gocce di essenza al gelsomino. In questa operazione abbiamo usato un "corpo misto" poi l'abbiamo lasciato macerare. Per mezzo del fuoco si sono staccati dal corpo dei vapori che tramite un indirizzamento sono poi scesi come un distillato.

Gli alchimisti hanno sempre con fervore sottolineato che l'importante è la "feccia", vale dire ciò che rimane sul fondo una volta che si sono staccati, tramite il fuoco, i vapori  contenuti nel corpo. Vale dire che le fecce sono quel che rimane una volta che lo spirito sia stato tolto - sono cioè il corpo, al quale si rifà altresì, in una delle sue possibili accezioni, il simbolo delle « ceneri », per via dell'analogia, del loro essere un residuo senza più Fuoco. Ma ecco che « fecce », « ceneri » ed altre « superfluità » vengono considerate cose preziose che il « Figlio dell'Arte » ben si deve guardare dal disprezzare e dal gettare via, perché proprio con esse - si dichiara - si fa l'Oro, o sono esse stesse l'Oro - quello vero, l'« Oro dei Filosofi », e non l'Oro « volgare ». « Nella cenere che rimane in fondo al "sepolcro" - dice per es. Artefio - si trova il diadema del nostro Re ». E D'Espagnet: « La terra che si trova in fondo al vaso è la vera miniera dell'Oro dei Filosofi, del Fuoco della natura e del Fuoco celeste ». Da Zosimo « Sappiate che le scorie costituiscono tutto il mistero: per cui gli Antichi parlano del Piombo nero, che è la «base della sostanza ». E il Bôhme dice: « Il paradiso è ancora in questo mondo, ma l'uomo ne è lontano, finché non si rigeneri».

Contro l'idea, che la Pietra Nera cioè  la « base della sostanza » debba venire promiscuamente dissolta nel Tutto, vi sono particolari testimonianze. Dell'Acqua Divina è detto che essa « dissolve e rincrudisce i metalli, conservandoli però sempre nella loro stessa specie [cioè nella loro individualità]... senza che questi corpi siano menomamente distrutti, se non per ricevere una forma e una generazione nuova, più nobile ed eccellente di quella che avevano prima ». Non si tratta di distruzione, ma di miglioramento » - dichiara Le Filet d'Ariadne: « Questa è chiamata trasformazione dei metalli impropriamente, perché in verità è purgazione, fissazione, tintura e perfezione dei metalli imperfetti ». E se l'« Oro nostro non è l'Oro volgare, tuttavia esso si trova nell'Oro volgare »: frutto del « nostro lavoro, voi potete nondimeno estrarlo dall'Oro e dall'Argento ordinari ». Le « specie » restano nella feccia e sono dunque conservate. Resta una continuità. Resta la modalità centrale di  (che nella sua forma volgare si manifesta come l'umana personalità): l'operazione non la « altera ».

Questo continuo precisare il valore delle fecce si ritrova nelle osservazioni sul « vaso » dove si compie l'opera . Gli alchimisti insistono a dire che l'aludel, l'athanor, l'alambicco ecc. deve esser ermeticamente chiuso sino al compimento della Grande Opera. Accade allora che la parte sottile del « composto » « i vapori, i fumi », chiamata anche « angelo », sotto l'ardore del Fuoco si separa da quella spessa e corporale, senza però poter fuggire; urtando contro la parete superiore del "vaso chiuso" essa è costretta a condensarsi di nuovo e a tornare in basso, come un « distillato » che reagirà sul residuo e lo trasformerà.

 A tal proposito Artefio dice: « Non lasciar esalare lo Spirito, perché se uscisse dal "vaso" la tua opera ne andrebbe del tutto distrutta ». Tale è la ragione per cui si sconsigliano i Fuochi troppo violenti: la forza degli spiriti potrebbe rompere il vaso, e tutto sarebbe perduto senza alcun profitto. Altri insistono sullo spessore del vetro del matraccio e sulla sua perfetta, « ermetica » chiusura. Si prescrive di soccorrere prontamente il Corpo quando, per l'allentarsi del vincolo, l'Anima si dilata: altrimenti « l'Anima abbandonerà questa terrestre compagine per risolversi in altro elemento » E Böhme: « Se lo Spirito fugge dalla prigione, chiudetelo di nuovo in essa »

L'Incesto Filosofale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Fuochi troppo violenti sono le Acque corrosive; in altre parole : le droghe. Nella parte "Aiuto" troverai spiegazioni in merito. [ Ritorno ]