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Due Chiavi |
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sono due tipi di leve o chiavi che si possono usare affinché
la separazione virtuale divenga attuale. Diversi indirizzi magici
indicano mezzi e tecniche per ottenerla e propongono "sostegni allo
spirito". Per esempio la concentrazione su certi simboli o l'uso di
artifici di particolari specchi che servono da appoggio per fissare e
neutralizzare attraverso la vista la propria coscienza e la sensibilità
esterna, e realizzare la separazione e il contatto con la luce eterea ( V.
CD ).
In ogni caso gli alchimisti individuano attraverso il respiro e il
sangue ( calore Corporeo=Fuoco ) due porte d'accesso privilegiate.
Il
fatto che
La seconda chiave essa è data dalla concentrazione sul sangue, raggiungibile attraverso la sensazione del calore corporeo. Certi autori parlarono di una « decomposizione che mediante Fuoco dolce trasforma la natura in un sangue ». Il Cuore e il sangue sono in relazione fra loro e la trasformazione e l'apertura che si opera nel sangue si centralizza nel cuore. Centro della Croce elementare e del Corpo, il cuore è la sede in cui, al « bianco », si produce la « vivifica Luce della Quintessenza ». Ascoltiamo Gichtel: « L'operazione avviene nel cuore e qui la porta dei Cieli [cioè degli stati occulti] è colpita con violenza. L'Anima cerca di ritirare la propria volontà dalla costellazione esteriore [ i sensi ] per volgersi a Dio nel suo centro; abbandonando tutto il sensibile e passando per l'ottava forma del Fuoco [quella che sta di là dal settenario inferiore e che fa quindi da limite fra mondo naturale esteriore e mondo intelligibile interiore] e ciò richiede un lavoro accanito, stidor di sangue [ la " fatica d'Ercole" della "separazione” ] perché l'Anima deve allora lottare contro Dio [ per mantenersi e « non "sciogliersi" nella Luce] e contro gli uomini [ per sormontare in pari tempo la condizione umana ] » IL Gichtel, riferendo l'esperienza, dice: « Fui improvvisamente percosso nello spirito e caddi a terra » Nel Corpus Hermeticum si esorta a divenir sobri e ad aprir gli « occhi del cuore », il che va messo in relazione con la rinascita intellettuale; che equivale alla rinascita dall'Acqua o dalla Vergine e si compie col risveglio della coscienza propria alla « sede mediana », cioè spostando l'io nel cuore. Sciolto quel vincolo del cuore che « impedisce ai non-rigenerati di vedere la luce », stabilito il contatto con ciò di cui il cuore è una simbolica corrispondenza nell'organismo fisico, si produce uno sfittimento, una sottilizzazione, una apertura, una illuminazione nella sensazione del sangue per cui si ottiene quel « sangue spirituale » senza il quale, al dire di Artefio, nulla è possibile: è il Mercurio androgine per eccellenza che, in via secca, ha il potere dell'« Acqua viva che irrora la Terra e la fa germogliare ».
« Il Cielo è nascosto nel cuore »; « La porta del Cielo si apre nel mio spirito; poiché lo spirito vede l'essere divino e celeste, non fuor dal corpo ‑ ma il lampo si sprigiona nella sorgente ribollente del cuore, nella sensibilizzazione del cervello, nella quale lo Spirito contempla... Trattenuto il lampo nel cuore, dalle sette sorgenti‑spirito sale nel cervello come una aurora, e là si trova lo scopo e la conoscenza ». [ Ritorno ]
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