Il Fuoco Magico

           

 

L ’elemento fuoco è considerato come il più importante, quantunque non il solo, nell’ordine del rituale magico. Molti significati e diversi sono a lui attribuiti, secondo le particolari funzioni per le quali viene assunto, e tra gli altri, innanzitutto, quello di principio vivificatore e quello di elemento purificatore.

Tra i moltissimi simboli che al fuoco si riferiscono, quello del fuoco centrale, è comune ad ogni tradizione. Nell’uomo, il cuore è al centro, rosso di caldo sangue che di là parte fino a penetrare della onda di vita tutto l’organismo: ed è raffigurato fiammeggiante e luminoso. Fiamme di luce e d’amore. Forse a qualcuno rievoca quelle immaginette del simbolo cristiano del cuore ci Gesù. Se si stilizza l'immagine si arriva al triangolo dell'acqua sormontata da una croce. Entrambi questi simboli sono stati ampiamente spiegati. Di seguito riportiamo uno dei vari esercizi che puoi trovare nel CD ma consigliamo prima di rileggere la pagina del corso di magia circa lo spostamento della sede dell'io dalla mente al cuore.

Il rito cui qui si accenna si innesta sulla pratica del respiro, che viene eseguita sulla formula 2n (inspirazione), n (ritenzione), 2n (espirazione), n (ritenzione), in una prima fase; 2n, 4n, 2n, in una fase ulteriore.

Supini, dopo avere realizzata la perfetta ritmicità della respirazione nelle fasi suaccennate, così che tale funzione organica permanga egualmente con assoluta spontaneità, senza ormai più richiedere attenzione alcuna, si discenda alle radici dell’essere tramite l’esercizio della fissità dello spirito che vi ho già mandato. Raggiunta la fase nella quale c’è coscienza e di-coscienza ( fase simile al dormi-vaglia ) ci si concentri su se stessie ci si immagini e si realizzi se stessi come una piccola fiamma ardente nel cuore. Il corpo lo si sperimenti come pervaso da un’onda di tepore sottile che fluisce per le vene, per i nervi. La fiamma arda: « IO SONO ». Il cuore sembrerà bruciare e dissolversi nell’elemento del FUOCO magico.

In questo, la difficoltà maggiore che vi può essere (se difficoltà è il termine più adeguato in relazione ad un atto tale dello spirito) si trova nel discendere della coscienza, dello spirito o dell’Io che dir si voglia, nel cuore.   L’abitudine della coscienza vincolata ad uno strumento quale il cervello, è tale che lo spirito viene come automaticamente attratto là dove gli si attribuisce sede normale. E’ quindi necessario, in questo caso, di realizzarsi e sentirsi come una massa di lieve consistenza che, dal cervello, scenda attraverso i centri della laringe e della faringe, giù, fino al cuore, lentamente, seguendo una linea ideale e non corporea, dolcemente e senza alcuno sforzo. La spontaneità stessa si attua nell’azione magica e nella sua forma più perfetta e completa.

Silenzio tepido e vagamente luminoso il corpo, all’atto del determinarsi dello spirito, acquista una consistenza bituminosa, i cui limiti sono indeterminabili nello spazio lo spirito consiste, più denso e luminoso, più caldo. Malgrado che manchi la percezione di spazio corporeo, ha coscienza del suo localizzarsi in esso - un’onda di calda luce fluttua - il corpo diviene più denso mentre lo spirito si dirige verso il cuore - atto di coscienza: «Sono nel cuore, lo sento, lo vivo ».  Di esso si è ora coscienti come di una nuova meravigliosa immensità, di cui pure ben pochi hanno coscienza, non più ristretta nell’abituale limite fisico, estendente la sua massa ignea fino ai confini della tenebra. Fissato lo spirito nel cuore, che appare quale massa ignea, come si è detto, affiorano alla coscienza, di là dai confini della tenebra, onde e bagliori luminosi, simboli e mezzi della informe vita passiva.  Nel cuore lo spirito crei una fiammella, mutui la sua essenza nella natura di quella. La fiamma arda, ed arda da sé stessa, senza altro alimento che non sia il suo meraviglioso potere di compiersi. Luce splendente nel rosso cupo del cuore.

Senza tempo.

Poi la fiamma-spirito-coscienza aumenti sé stessa, a poco a poco, si faccia più grande, maggiore nello splendore e nell’ardore, più forte, più tenace, più viva e vivida, più dura dell’adamantina durezza...

Sempre, sempre più.

Ed oltre i limiti del cuore arda e consumi, si espanda fino a pervadere l’intero essere corporeo e dissolverlo in sé.

La purificazione degli elementi viene cosi a compiersi e lo spirito ad acquistare gradatamente l’immediato controllo, la percezione cosciente di ciascun organo, di ciascuna minima parte del corpo fisico.

Dopo avere raggiunto ed avere fissato l’ultimo stato accennato, si proceda inversamente per un ritorno alla normale coscienza, seguendo lo spontaneo succedersi delle fasi, analoghe alle precedenti, fino alla forma di una piccola fiamma nel cuore. Allora, bruscamente, si interrompa il rito, così permanendo.

Dopo alcun tempo sarà facile portarsi rapidamente nel cuore e suscitarvi la fiamma, che, infine, permarrà, come un atto interiore, in tutto il corso della giornata; come anche sarà facile, partendo dal cuore, penetrare qualsiasi parte del corpo e viverla nelle sue complesse funzioni. Così la coscienza, ristabilita definitivamente nella sua sede naturale, avrà modo di sperimentare stati diversi dagli abituali d’un tempo e di operare conseguentemente, realizzando quanto è stato espresso nei simboli della inestinguibile fiamma.

E’ opportuno che il rito esposto sia eseguito nel mezzo della giornata, quando il sole è al vertice.