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L'Incesto Filosofale |
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Un' altra allegoria, che è presa sovente dagli alchimisti, è rappresentata dall'incesto. Esaminiamo le figure che prendono parte della metafora alchimistica. Afferma il Filalete che « il fisso diviene volatile per un qualche tempo, onde ereditare una più nobile qualità che serve poi a fissare lo stesso volatile ». Qui il « volatile » - viene rappresentato con la Madre, la Donna, le Acque, la Luna, ecc. - sta a significare lo Spiritus Mundi, la Forza-Vita universale; e il « fisso » - viene identificato col Figlio, col Maschio, col Fuoco, col Sole, con la Pietra Rossa, ecc. -che sta invece a significare l'Io, la personalità, l'Anima. E' opinione concorde di tutti i Filosofi Ermetici che deve intervenire certamente una « mortificazione », un dissolversi nelle Acque, uno scomparire nel grembo della Madre che divora o uccide il Figlio, del volatile sul fisso, e via dicendo - ma tutto ciò esclusivamente al titolo di cosa volta a reintegrare la potenza del Figlio, e far sì che poi quest'ultimo possa riaffermarsi su chi prima l'aveva dominato e « dissolto », e rendersi più perfetto e più grande dei suoi genitori ». E la Turba Philosophorum: « La Madre genera il Figlio e il Figlio genera la Madre e l'uccide ». Ed altri: « Quando mi trovo fra le braccia di mia Madre, congiunto con la sua sostanza, la trattengo, l'arresto e la fisso »; « L'Acqua, o Mercurio, è la Madre che va messa e suggellata nel ventre del Figlio, cioè del Sole, che è venuto da quest'Acqua » Nell'ermetismo questi stati non costituiscono che fasi di passaggio: subito dopo si stabiliscono i rapporti giusti, quelli che natura vuole - dopo il solve - dopo il « contatto » - il « coagula ». Da tutto ciò lo spirito affermativo, « magico », dell'ermetismo per quel che riguarda la stessa tecnica risulta confermato nei termini più distinti. |