Magia Astrologia e Alchimia

 

L'alchimista fisico, per riuscire, deve sapere passare proprio per gli stadi successivi che contrassegnano la trasmutazione in senso spirituale. Il potere di rimuovere l'individuazione di un dato metallo è rigorosamente misurato da quello di sospendere la stessa individuazione umana sino a realizzare, in un'estasi attiva, quel Mercurio puro, che contiene i « semi » di tutte le cose, di là dalla opposizione fra la corporeità di un uomo e quella delle cose naturali, data dallo spazio.

In certi testi alchemici, oltre che della purità e dell'integrità fisica e mentale e della dignità spirituale dell'operatore, si parla anche di riti, di preghiere o scongiuri, di erbe magiche, di sostanze speciali non più simboliche, infine del « tempo giusto e del momento felice » dovuto a date posizioni o congiunzioni stellari. Qui entra in giuoco una scienza vera e propria, la quale mira a creare una condizione favorevole col propiziare momenti di simpatia e di sintonia fra vari ordini di forze, esterne ed interne, individuali e cosmiche fino a punti di « unizione », nei quali può vibrarsi senza ostacolo e con efficacia l'atto dello spirito.

Per l'aspetto astrologico in particolare, il principio è che quando una realizzazione ordinata ad un certo significato avviene in un momento preciso nel quale la realtà esterna (stellare) si presenta come un simbolo che spontaneamente le corrisponde, allora, per sintonia, si chiude, per così dire, un circuito occulto, il quale fa sì che l'efficacia di quella realizzazione sulla stessa realtà naturale risulti moltiplicata. I pianeti, in date fisse, con le loro congiunzioni - soprattutto in relazione a Sole e Luna - vengono a presentarsi appunto come grandi simboli di determinate operazioni ermetiche o alchemiche: e quando queste siano compiute in tali date si ha una maggiore probabilità di riuscita. Naturalmente, a ciò non basta il freddo calcolo, ma è essenziale la sensazione vivente della Natura, il Fuoco vivo delle « comunicazioni ». Quanto al momento dell'« unizione » - e della trasmutazione - esso sarà sempre una culminazione, un àpice.

Per l'inizio dell'opera, Razi e Rudieno consigliano il periodo in cui il Sole si trova in Ariete: seguendo in ciò la tradizione degli alchimisti greci. Il Cosmopolita ed il Trionfo Ermetico estendono il tempo a tutto il periodo che cade sotto i segni primaverili di Ariete, Toro e Gemelli.

Quanto ai rituali magici, essi, nell'idea degli alchimisti greci, mirano da una parte ad ottenere la cooperazione delle nature, dall'altra a respingere l'influsso dei « demoni ». Nell'un caso, si tratta di metodi indiretti per attuare quelle corrispondenze fra le manifestazioni macrocosmiche e microcosmiche di una stessa forza, che, peraltro, possono anche esser realizzate direttamente con l'« estrarre » la coscienza chiusa in un dato « centro » dell'uomo invisibile. Poi, quanto ai « demoni », essi vanno considerati come drammatizzazioni visionarie degli ostacoli e delle resistenze esistenti negli strati profondi dell'ente umano così che lo stesso scongiuro rituale in ultima analisi ha un valore soltanto simbolico e l'efficacia di un metodo indiretto. Per la preghiera, di cui talvolta nei testi, va ricordato il già detto: ossia che essa in questa tradizione vale essenzialmente come un atto mentale necessitante e non come una effusione sentimentale di devozione. E’ un elemento di tecnica e va eseguita nel giusto momento, con la giusta attitudine, con una ben netta « direzione d'efficacia ». Infine, circa l'accenno all'uso delle « erbe magiche », può trattarsi di pozioni che, secondo la funzione già spiegata per le « acque corrosive », facilitino lo stato di esaltazione spirituale occorrente all'alchimista per la sua operazione. Altre sostanze (profumi, ecc.) possono essere usate in un ambiente consacrato all'opera (il « laboratorio »); sostanze che abbiano, anche, in determinate circostanze, la funzione di « condensatori » di certe influenze occulte. D'altra parte ci sono certe virtù proprie di soluzioni dei metalli che introdotte nell'organismo in determinate condizioni fisiche e soprattutto psichiche si possono manifestare: ogni metallo esercita allora un'azione sul « centro » che gli corrisponde nel corpo: dalla metallità dell'Oro, dello Stagno o del Ferro, per es., vengono toccate energie vitali che agiscono rispettivamente nella regione del cuore, della fronte e della laringe. Se, al verificarsi di ciò, la coscienza resta concentrata nello stato sottile, per via delle reazioni specifiche che le si palesano essa può esser introdotta e trasformata nel « mistero » del centro corrispondente alla sostanza metallica fatta entrare nel corpo: raggiungendo qualcosa di equivalente a ciò che nell'antichità era l'iniziazione secondo i vari Numi planetari, iniziazione che fra l'altro conferiva virtualmente la possibilità del rapporto con la «natura interna » di dati metalli, e quindi dell'azione su di essi. D'altra parte possono anche esser considerate speciali condizioni fisiche o chimiche nelle quali è opportuno mettere le sostanze metalliche, affinché la loro stessa fisicità offra minor resistenza all'operazione trasmutatoria: come, per esempio, quando vengono poste in uno stato di vibratilità e di instabilità molecolare. L'insegnamento alchemico, che la « proiezione » va effettuata su metalli riscaldati, può esser interpretato anche a questa stregua.