I Morti e i Vivi

 

 L’Alchimia è una scienza “sintetica”, cioè che si basa su principi universali; è simultaneamente una scienza naturale e spirituale.

In effetti i simboli che usa rispecchiano i vari aspetti di  una conoscenza unica. Di conseguenza i suoi insegnamenti possono essere interpretati sia dal punto di vista spirituale “alto” o materiale “basso”.

Le leggi che riguardano la parte naturale (“scienza naturale” ) possono essere trasportate per analogia su piani superiori e la scienza naturale si trasforma in scienza spirituale e divina. Questa doppia valenza dell’alchimia era chiara all’inizio della sua creazione. Quando, in epoche più tarde la sensibilità psichica dei sostenitori e studiosi si quest’arte venne meno, allora, per prevenire l’equivoco, i maestri alchimisti iniziavano a far notare una certa distinzione fra gli « elementi volgari » e « morti » e quelli « viventi » i quali sono gli « elementi nostri » : la « nostra Acqua », il « nostro Fuoco » non sono quelli del « volgo » cioè « non sono quelli comuni » ma si riferiscono a quegli elementi invisibili, occulti, nascosti,  « magici » conosciuti solo dai « Saggi » nonostante « tutti li abbiano sotto mano ». Di questi elementi ce ne sono di due tipi: ci sono quelli « elementanti » che in noi debbono esser conosciuti e ci sono quelli « elementati », sensibili, terrestri, impuri, che sono modificazioni della materia fisica. Nel CD troverai gli esercizi per “vedere” ed estrarre gli elementi e per ricomporli nel giusto modo.

Per esempio: i quattro Elementi cui tutte le cose partecipano - dice Flamel ( le Désir désiré ) - « non sono apparenti alla vista, ma sono conosciuti dai loro « effetti ». L'Aria e il Fuoco, di cui in Bernardo Trevisano, sono « tenui e spirituali » e « non possono esser veduti dagli occhi corporali »; il suo Solfo, Arsenico e Mercurio « non sono quelli che pensa il volgare » e che « i farmacisti vendono », ma sono « gli spiriti dei Filosofi ». La  « Filosofia Alchemica è quella che insegna a investigare - non secondo apparenza, ma secondo verità concreta - le forme latenti delle cose.

Per comprendere le profondità di questa scienza occorre o un “miracolo” “un’illuminazione miracolistica che trasforma” o se non avviene il miracolo ci si può accedere tramite una congrua ascesi. Va detto da subito che per ascesi non s’intende assolutamente nulla di morale o religioso: solo una particolare tecnica e dominio su se stessi. « Chi non comprende da sé, mai altri glielo farà comprendere, qualunque cosa faccia ». Questa scienza non si acquista con i libri e col ragionamento « ma con un movimento, con una impetuosità dello spirito ». Per cui tramite determinati esercizi spirituali e tecniche dell’io è possibile fare un ritorno ad una sensibilità vera e animata di quella natura che per gli uomini moderni si è impietrata ed è stata etichettata in termini di morta natura e di concetti astratti sopra di essa. Passare dalla natura concepita e creduta e vista come morta, ad una natura che vibra in noi come mai potremmo immaginare ci porta al principio dell’Uno 

il Tutto: il drago Uroboros.

 

 

 

 

 

 

 

 

La parola Alchimia deriva da chemi – chemia, sono vocaboli che sono apparsi per la prima volta su d’un papiro egiziano della  XII dinastia   [ Ritorno ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono dimensioni dello spirito universale, il Macrocosmo che si riflette nel Microcosmo e viceversa. All’uomo è stato dato il potere di spostare la propria consapevolezza in ogni dimensione dalla più “bassa” alla più “alta”, da quella “fisica” a quella “Spirituale e Sottile”. Un es.: L’idea che abbiamo del nostro corpo è "sottile" rispetto alla sensazione materiale e cenestetica del nostro corpo; e così è per tutte le altre cose [ Ritorno ]