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Opera al Bianco |
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La rinascita esprime ermeticamente lo stato di estasi attiva che sospende la condizione umana, rigenera, restituisce il ricordo, reintegra la personalità nello stato non-corporeo. Nel Corpus Hermeticum si legge: « Che posso dirti di più, figlio? Soltanto questo: una visione semplice si è prodotta in me... Sono uscito da me stesso ed ho rivestito un corpo che non muore. Ora, non sono più lo stesso, ho avuto nascita intellettuale... Non sono più colorato, tangibile, misurabile. Non vedo più i corpi nelle tre dimensioni. Tutto ciò mi è estraneo... e non è con gli occhi fisici che ora mi si può vedere ». Quando sopravviene il compimento dell'Opera al Bianco ( rinascita ) nella materia della Grande Opera, la Vita ha vinto la Morte, il loro Re è risuscitato, la Terra e l'Acqua sono divenute Aria, è il Regime della Luna, il loro Fanciullo è nato... Allora la Materia ha acquistato un tal grado di fissità, che il Fuoco non saprebbe più distruggerla [è la " stabilità iniziatica ", invincibile da parte della morte] ».Quando l'Artista vede la bianchezza perfetta i Filosofi [ermetici] dicono che bisogna stracciare i libri, perché essi sono divenuti inutili ». « Mediante l'Acqua divina - insegna Ostano - gli occhi « dei ciechi vedono, le orecchie dei sordi intendono, la lingua ostacolata pronuncia chiare parole », E continua: « Quest'Acqua divina risuscita i morti e fa morire i vivi, perché fa uscir le nature dalle loro nature e perché rivivifica i morti. E’ l'Acqua di Vita: chi ne ha bevuto, non può più morire. Quando è stata estratta, compiuta e mescolata completamente [col principio, cioè con la consapevolezza -Io- che l'ha raggiunta], impedisce l'azione del Fuoco sulle sostanze con cui sia stata mescolata, e il Fuoco non può più decomporre [in senso letale e negativo] simili mescolanze ». Quest''Acqua di vita o divina è figurata da una Vergine, che è la Madre rispetto al rinato sorto da lei per « immacolata concezione » (auto-generazione spirituale) e, simultaneamente, la Sposa di questo suo figlio[ Io puro, consapevole ] il quale diviene il maschio che la possiede e la feconda. La Madre genera il Figlio, il Figlio genera la Madre, cioè l'atto accompagna creativamente ed esattissimamente tutto il processo - sempre che esso sia « a regola d'Arte, vale dire sempre attivo e consapevole ». E' nello stesso tempo che si trasforma in Vergine la « Prostituta di Babilonia ». Tutto il perno pratico s'impernia nella"azione fissatrice" che con la sua sola presenza, l'Oro rinato esercita sulla potenza evocata, la quale, quando non ha saputo travolgerlo, è sospesa dal suo modo di desiderio e di « vischiosità », onde da ogni cosa era attratta e presa (simbolo della « prostituta ») e ridotta invece ad « Acqua permanente ». Questo è il risultato dell'« incesto filosofale ». Della Riviera spiega che qui si tratta, per allegoria, della resistenza da opporre alle Acque che tendono a travolgere la Terra (cioè, in senso generale, l'individuazione) attraverso l'elemento umido ancora nascosto nella sostanza, il quale fa sì che questa tenda a dissolversi. « Il Firmamento nostro è Acqua congelata » Lo stesso concetto della congelazione attiva viene legato ingegnosamente a quello dei « magici Angeli » - interpretabili ora come le forme primordiali in cui le Acque cosmiche furono fissate - per via della formula: ANtico GELO. Passar per quest'esperienza, significa superare lo stato di sonno in senso non solo simbolico, ma altresì reale. Lo stato notturno di sonno può esser quell'ombra, che nella Materia va sfittita, finché non sopraggiunga la Luce interiore, il « Sole rilucente in mezzo alla notte » di Apuleio. Si è che in via naturale ogni notte si compie quella « separazione » a cui i Filosofi tendono; come già accennammo, si tratta di far sì che si possa accompagnarla attivamente, quasi da eseguirne noi stessi l'atto, invece di cader in stati ridotti e tramortiti di coscienza. Si possono allora capire queste parole del Corpus Hermeticum: « Il sonno del corpo divenne la lucidità dell’Anima»; « i miei occhi chiusi vedevano la Verità» - e ancora: «Possa uscir da le senza dormire, come quelli che sognando, dormendo non dormono». Questa esplicita indicazione del testo ha una importanza capitale. E’un insegnamento esoterico tradizionale quello della somiglianza fra l'iniziazione misterica, quale catarsi parziale rispetto alla morte, e il sonno, che temporaneamente libera l'Anima dal Corpo secondo un distacco, il quale provoca la morte se va oltre una certa misura. Il « diafano » ermetico è la Luce che si fa nella notte a chi, spenti gli occhi, ancor in vita raggiunge lo stato del morto. Questa Luce è ancora una volta la Luce eterea e intelligibile del Mercurio la quale sorge nel simbolico « cuore », secondo le corrispondenze già segnalate. Esser giunti alla Luce dopo l'alchemico « nero » significa possedere la capacità di compiere questo « viaggio » coscientemente, entrando nella veglia sovrannaturale. « Ciò che è notte per tutti gli esseri, è tempo di veglia per l'uomo che ha dominio su sé - e il tempo di veglia di tutti gli esseri è notte per il Saggio della mente penetrante » E’, stato poi già detto come nell'alchimia ricorra il tema di rivelazioni circa la Grande Opera, ottenute sotto specie di visioni durante il sogno, il sonno magico e stati analoghi: sono allusioni ad una illuminazione parziale drammatizzantesi nella fantasia e propiziata da un certo sussistere della coscienza desta quando in via naturale, chiusi gli occhi del corpo, si compie la « separazione ».
ELIIPHAS LEVI, Dogma e rituale: « Sognar da svegli è vedere nella Luce Astrale ». [ Ritorna ]
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