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Pianeti e ChaKra |
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In alchimia, i simboli dei pianeti sono poco usati. In questa pagina cercheremo di dare almeno il "senso" e l'interpretazione delle frasi legate ai pianeti in relazione all'alchimia. Si tratta di una cosmologia, cioè una spiegazione di come si è arrivati a questo stadio del "cosmos" del nostro stadio di spirituale consapevolezza e e di riflesso, come si possa ripercorrendo la strada inversa ritornare all'oro. In altre parole si rispiega, in altre termini, ciò che si è detto circa la materia e il divenire delle sue forme che da lei son discese. Metafisicamente, il Sette esprime il Tre che si aggiunge al Quattro - cioè, secondo il senso ormai noto di questi simboli numerici, è la manifestazione dei principi creativi (triade) in rapporto al mondo formato dai quattro Elementi (3+4): la piena espressione della natura naturante in atto. Questi sette principi sono simultaneamente interni ed esterni, risiedono nell'uomo e nel mondo, nell'aspetto visibile e in quello invisibile di entrambi. Essi, nella dottrina, talvolta subiscono una duplicazione, la quale esprime o fra l'aspetto Sole (« essere ») e l'aspetto Luna (« energia ») di ogni singola potenza (donde i simboli ermetici di due alberi con sette rami o sette frutti ciascuno, arbor solis et arbor lunae); oppure quella del settenario quale è in sé stesso, e del settenario quale diviene all'intervenire della « caduta » e col dominio dell'elemento Terra. Il
Corpus Ermeticum dice: « L'ente intellettuale, dio maschio e femmina
l'androgine primordiale costituito da Bôhme, nel settimo principio vede la « natura », espansione (esteriorazione) degli altri sei - onde il settimo sarebbe il « corpo », gli altri sarebbero la « vita » (in senso trascendente) di esso: « Il settimo spirito è la sorgente spirito della natura. Generato, diviene madre degli altri sette: comprende in sé i sei altri, e li genera a sua volta li manifesta cioè nella forma sua propria, facendone apparizioni naturali: per es. i sette pianeti visibili, simboli sensibili di quelli invisibili: poiché l'essenza naturale e corporale esiste nel settimo... In esso l'una delle sette forme della natura domina le altre, e ciascuna collabora secondo la propria forza essenziale, naturalizzandosi nel corpo secondo il suo ordine ». Il « corpo » è naturalmente da prendersi nel senso più lato, che comprende quello umano tangibile solo come un suo caso particolare. Queste stesse dottrine, che si presentano in forma di miti e di descrizioni di entità cosmiche, vanno esse stesse collegate a significati e possibilità di esperienza interiore. Sempre nel Corpus Ermeticum parlando di « caduta »: l'uomo, superiore all'armonia [cioè all'ordine universale, unità delle varie leggi e condizioni naturali], dell'armonia divenne uno schiavo. Benché ermafrodito come il Padre, e superiore al sonno, resta dominato dal sonno ». Senonché « sonno » è una espressione usata tradizionalmente per designare la coscienza gravata dalla condizione del corpo animale, in antitesi col simbolo dello Svegliato. Questo simbolico « sonno » può considerarsi equivalente anche all'« oblio » dei Greci. A tal proposito Giorgio Gichtel parla di un fuoco (cioè di una potenza-lo) che, separatosi dalla Luce (la vitalità diffusa), diviene brama: col suo ardore esso divora allora ogni « umidità oleosa », per cui la luce si spegne e si produce un precipitato nero (è il colore di Saturno, la cui punta oscura, in una tavola di Basilio Valentino, si dirige appunto verso il principio Corpus). E’ la « corruzione del corpo luminoso paradisiaco » che in un sonno (Gichtel usa proprio questa espressione) viene sostituito dal corpo nero terrestre, « sede di un appetito insaziabile, di malattia e di morte ». Morta interiormente, continua Giclitel, l'Anima (quel Fuoco originario) diviene l'« inferno » ove agisce la corruzione eterna. « Ed allora appaiono sette stature, figlie del Drago Igneo, Spirito di questo mondo, le quali sono i suggelli che impediscono ai non-rigenerati di percepire il Fuoco divino ». L'Anima per liberarsi deve attraversare sette sfere, contrassegnate da sette porte, ad ognuna delle quali sta a guardia un angelo del Dio di Luce: equivalenza dei « suggelli » che impedirebbero la realizzazione spirituale del settenario superiore (i sette « cieli » ). Peraltro, a ogni porta corrisponde un grado dell'iniziazione mithriaca, il che conferma trattarsi non di astrazioni teologiche, ma di allusioni a forme trascendenti della coscienza, bloccate dalla potenza che agisce in chi è stato vinto dal simbolico « sonno » Vediamo meglio in sub specie interioritatis Ciò
che gli ermetisti chiamano Spirito - Per trovare questo insegnamento in modo completo ed esplicito bisogna rifarsi alla tradizione indú, nella quale i centri sono chiamati chakra - ruote (in relazione al moto turbinoso delle energie vivificanti che si irradiano da ciascuno di essi) - ma altresì padma, cioè loti. Anche il loto (come nell'ermetismo la rosa e, pi in generale, il fiore) è un simbolo che si ritrova altresì nelle tradizioni caldaico-egizie, ove spesso viene associato alla « chiave di vita », con significato di resurrezione, di palingenesi, di risveglio: il « fiorire » delle sette forme superiori liberate dall'ostruzione che l'umana Terra - il corpo - è la riconquista dell'essere integrale e primordiale dell'Oro. Il
riferimento a punti determinati del corpo (riferimento in senso non
grossolanamente spaziale, ma di « corrispondenza funzionale »), si
trova nella quarta delle tavole annesse alla Theosopbia Practica di
Georg Gichtel: vi sono indicate le regioni coronale, frontale, laringea,
cardiaca, lombare, ombelicale, sacrale, con gli ideogrammi
ermetico-astrologici dei pianeti segnati in un dato punto di ciascuna di
dette regioni. Poiché la figura rappresenta l'« uomo terrestre
naturale e tenebroso », si tratta del settenario inferiore. Una
spirale, in questa stessa figura, parte da Saturno (simbolo della basale
condizione corporale e « terrestre » nella quale gli altri principi o
pianeti si manifestano) e con moto avvolgente passa per tutti gli altri
centri raggiungendo il cuore, ove si vede una serpe attorcigliata
intorno al principio Sole
Possiamo invece vedere quale sia la via inversa, data con chiare parole dal Corpus Hermeticum : staccatasi dalla natura irrazionale, l'Anima ripercorre le sfere planetarie, « svestendosi » di quanto apparteneva a queste, sorpassandole, rinnovando cioè l'audacia anzidetta, del trascendere i signori del Fato, che l'aveva condotta a cadere; giungendo - « vestita del suo solo potere » - all'ottavo stato cui è simbolo la regione delle stelle fisse, detta sfera dell'« identità » o dell'« esser in sé » in opposto alle sfere sorpassate che sono dette di « alterazione » o « differenza ». Là, oltre i Sette, è la sede di « coloro-che-sono » e non più « divengono ». Là si consegue il possesso della Scienza trascendente. Là avviene la « nascita secondo l'essenza » e il « divenir dio ». Ci si trasforma in quegli enti, si diviene essi. - Assimilata la « necessità » che regna nelle sfere inferiori alla corrente delle Acque, saranno simboli per questa realizzazione le figure dei « Salvati dalle Acque », di quelli che « camminano sulle Acque ». Quest'ultima, secondo il Corpus Hermeticum, è la direzione per raggiungere lo stato di « quelli che sono nella Gnosi » - « ove nessuno più si inebria », l’ebbrezza qui corrispondendo evidentemente al simbolico sonno, all'oblio, al potere delle acque letee.
G. GICHTEL, Theosophia Practica, ed. 1736: « L'Albero si divide in sette rami: è la vita. La « maledizione di Dio si è abbattuta sulle sette forme ». [ Ritorno ]
Si sa d'altronde che figurazioni di draghi a sette teste, custodi di « caverne » (cioè di accessi all'interno della « Terra » agli stati profondi chiusi nel corporeo) o di « tesori »(Oro o pietre preziose e già nello gnosticismo, come poi nell'alchimia, le gemme stanno spesso a significare i « poteri »), si sono tramandate fin nelle fiabe popolari. [ Ritorno ] |