|
La Purificazione |
|
E' molto importante, prima di tentare l'apertura dello spirito, purificare quei corpi di cui nella parte "simboli e dottrina" abbiamo accennato. Se non si purificano questi aspetti della nostra "personalità" l'impresa dell'incontro con la serpe, ammesso che ci si arrivi, può sortire effetti catastrofici. Questa purificazione dev'essere compiuta sia a chi pratica la via "secca", cioè da chi usa gli stesse nature interne ( concentrazione, controllo sulle passioni, volontà ecc) che da chi ha scelto la via umida che fa uso di acque corrosive ( Droghe, Sesso, Trasporto Religioso, cioè gli agenti esterni ) Per questo motivo, molti autori antichi e moderni, hanno consigliato l'operatore ad usare una disciplina di "rettificazione" che sposti l'Io al "centro di sé" che permette di raggiungere senza traumi il passaggio dalla "morte alla vita". Tutti questi maestri sono concordi nell'affermare che le condizioni generali si basano sulla purità sia del cuore che del corpo, la drittura, il disinteresse, l'assenza di avidità, di invidia e di egoismo. Zosimo dice: « Riposa il corpo, calma le passioni: dirigendoti così da te stesso, attrarrai l'essere divino a te ». In un papiro alessandrino si mette in guardia dal demone Ofioco che « ostacola la nostra ricerca... producendo talvolta la negligenza, talvolta la paura, talvolta l'imprevisto e in altri casi afflizioni e castighi, « al fine di farci abbandonare l'Opera ». Secondo Geber, gli ostacoli vengono o dall'impotenza naturale dell'operatore dovuta agli organi o dal fatto che « lo spirito è pieno di fantasie e passa facilmente da una opinione ad un'altra affatto contraria; ovvero perché non sa precisamente che cosa vuole, né a che deve decidersi ». Eliphas Levi avverte che si tratta di un esercizio di tutte le ore e di tutti i momenti e ripete: sciogliere la volontà da qualsiasi dipendenza e abituarla a dominare; farsi padrone assoluto di sé, saper vincere l'allettamento del piacere, la fame e il sonno, rendersi insensibile al successo come all'insuccesso. Gli
alchimisti insegnano che le impurità, oltre che alla Terra (il corpo),
sono dovute al Fuoco, e che bisogna togliere dalle sostanze le parti
combustibili, oltre che le terrose. Si tratta degli elementi istintivi
ed impulsivi della personalità: dell'animosità, dell'irascibilità,
del fuoco passionale. Queste sono tutte forme di Solfo volgare e impuro
determinatesi in relazione alla natura corporea1.
Abbiamo visto infatti che la forma sottile umana, corpo-vita mediatore
fra Anima e Corpo, consta di due elementi, l'uno soggetto alle influenze
telluriche
Sono tutti
consigli che si applicano alla sensibilità, alla volontà, al pensiero.
La purificazione interna ed esterna semplifica e fortifica il principio
Io; questa maggior forza che si desta al centro reagisce sul pensiero e
sull'immaginazione soggiogandoli, controllandoli in tutte le influenze
che essi subiscono attraverso la soglia inferiore della coscienza.
Questo dominio mentale a sua volta reagisce sulle passioni e sulle
affezioni, calma l'intimo essere, deterge, rischiara e sottilizza la
sensibilità. Così, attraverso
PERNETY
« Il Solfo esterno dev'essere separato dalla sostanza vera dei
metalli [si tratta dell'Io volgare] perché soffoca quello interno e gli
toglie la sua attività; e mescolando le impurità proprie con quelle
del Mercurio [come
|