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La rivincita di Adamo |
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Cominciamo
con la carrellata di simboli usati dai maestri ermetici. Uno
di questi è l’Albero. All'«
Albero », si associano idee di immortalità e di conoscenza
sovrannaturale da una parte, dall'altra figurazioni di forze mortali e
distruttrici, nature temibili come draghi,
serpi o demoni. Accenniamo
a qualche mito che riporti il significato metafisico dell’albero. I
testi alchemici riprendono continuamente questo simbolismo arboreo e
tutti, come nelle tradizioni e i relativi miti, hanno a che vedere con Draghi, Serpi,
Demoni, e Dei. Gli
alchimisti usano spesso il drago Ouroborus,
la serpe che divora la propria coda. Il
drago rappresenta il Tutto, che riportandolo nel piano della Grande Opera alchemica viene
raffigurato dal Mercurio,
il principio dell’opera ermetica che equivale all’”Acqua Divina” che conferisce la resurrezione ai “morti”. Attenzione:
questa forza, se da una parte è un “Farmaco”, nel rovescio della
sua medaglia trovi il suo potente “Veleno”! Con questo veleno puoi
disciogliere il principio io impuro ( oro volgare – la personalità -
e poi ricostruirla) E’ un potere che uccide. E questa sarà la prima
operazione. Ritornando
all’interpretazione del mito, possiamo notare che da una parte questo
Albero, con le sue forze a protezione, è sinonimo di tentazione che
porta a chi si lascia tentare ma dall’altra, se si vincono i draghi
che s’incontrano nella discesa verso le radici della nostra esistenza,
trasforma l’audace eroe in un dio. Adamo non ce l’ha fatta; Buddha
la propria divinità la conquistata sotto un albero; Odino ha
conquistato la divinità attraverso un autosacrificio nei pressi di un
albero. Questi
miti ci insegnano che esiste un potere o una forza sovrannaturale ad
appannaggio di dei ( intesi come forze ) che può essere conquistato.
Questa forza primordiale ha natura femminile (
V. Acque ). Gli ermetisti l’associano all’albero ( Albero=Donna
Divina):
ricordati che stiamo sempre parlando di rappresentazioni e particolari
aspetti di forze che sono sia nella natura “esterna” “morta” che
in noi “viva”. Questa forza può subire violenza. Il regno dei cieli
può subire violenza. Il
successo o il fallimento dell’impresa conquistatrice può essere visto
secondo due prospettive. 1)
Se la conquista viene considerata da un punto di vista magico,
l’eventuale sconfitta viene vista come sfortuna o incapacità di
mettere in gioco una forza che non è stata pari all’audacia delle
pretese. 2) Dal punto di vista religioso la sfortuna si trasforma
in colpa e l’ardire diventa un atto sacrilego e maledetto. Adamo non è uno che ha fallito ma è uno che ha peccato e dal punto di vista religioso era l’unica cosa che poteva capitargli. L’idea che il vinto o la sua discendenza possa anche pensare alla rivincita apparirebbe il luciferismo più riprovevole! Ma il punto di vista religioso non è il solo. Abbiamo accennato all’angelo caduto ( lucifero = portatore di luce) che ha “suggerito” ad Adamo tramite la “Donna” Eva una possibilità per trasformarsi in dio. Il
mito della caduta: gli angeli furono presi da brama per le « donne »:
ma la « donna », nella sua relazione con l'Albero, abbiamo già
spiegato che cosa è: e la nostra interpretazione si conferma se
esaminiamo il termine sanscrito cakti,
usato metafisicamente per la « donna » del dio, per la sua «
sposa », e simultaneamente per la sua potenza.
Dal « desiderio » per la potenza furono dunque presi questi
Angeli: congiuntivisi, caddero discesero in terra. Desiderio di divenire
simili a dio. Non è male riportare le parole bibliche con le quali dio
si rivolge ad Adamo dopo che quest’ultimo è riuscito a sottrarre un
po’ della sua potenza: : « Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi,
in virtù della sua conoscenza del bene e del male: ma ora, che egli non
stenda la mano per prendere dall'Albero di Vita, e mangiarne e vivere
per sempre » (Gen., 111, 22-24) Osservando
questa frase divina si può notare che Adamo ha comunque conquistato una
certa divinità. Probabilmente prima di nutrirsi del “frutto
proibito” Adamo viveva in una dimensione di risveglio inferiore a
quella conquistata con la conoscenza del bene e del male. …..E poi
nella dimensione precedente al “peccato” lui s’intendeva con gli
animali. E questa la dice lunga. Allora
possiamo dire che “dio” non abbia saputo impedire il primo atto ad
Adamo ma è riuscito a paralizzarlo in ordine alla seconda possibilità:
l’Albero della Vita viene sbarrato dalla “spada fiammeggiante” del
Cherubino.
Nei
Veda
e nelle Upanishad incontriamo l'« Albero del Mondo »,
talvolta capovolto, a significare che « in alto », nei « cieli »,
risiede l'origine della sua forza. Da esso stilla la bevanda
d'immortalità (soma o amrta); nei suoi rami si nasconde il dio
Yama dell’oltretomba. Avvicinandosi all’albero si viene presi da
“visioni” ancestrali. Nell'Iran,
si trova la tradizione di un doppio albero, l'uno comprendente, secondo
il Bundahesh, tutte le sementi
,( la scienza spirituale), l'altro, capace di fornire la bevanda
d'immortalità (haoma). Adamo mangiò il primo, quello della Scienza - Apocalissi giovannea (XXII, 2) e gli fu impedito di cogliere
l’altro che nella già citata tradizione iraniana offre la bevanda
d’immortalità ( haoma). Tutti questi “Alberi” offrono la
possibilità di entrare in possesso di conoscenza e vita eterna. La
sconfitta di Adamo non significa che la sua stirpe non possa prendersi
la rivincita.
A
tale proposito Tertulliano dice che le opere della natura, «
maledette ed inutili »; i segreti dei metalli; la virtù delle piante; le
forze degli scongiuri magici e « quelle strane dottrine che vanno fino
alla scienza degli astri » - il corpus,
cioè, delle antiche scienze magico-ermetiche - fu rivelato agli
uomini dagli Angeli caduti. Questa idea risale al Libro
di Enoch.
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