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.......ARISTEO disse: La Pietra è una Madre che concepisce il proprio Figlio e lo uccide e se lo mette nel ventre. Esso allora diviene
più perfetto di quel che prima non fosse e d'essa si nutre. Poi egli uccide sua Madre, se la mette nel ventre e la fa putrefare; e il Figlio diviene il persecutore di sua Madre, ed entrambi per un certo tempo hanno comuni tribolazioni. Questo è uno dei massimi miracoli di cui si sia mai sentito parlare, ed è vero, perché la Madre genera il Figlio e il Figlio genera la propria Madre e
l'uccide.......
.....STICO disse: Se non togliete il Fuoco, che è chiuso nel Corpo e non lo aggiungete all'Acqua, voi
non concluderete nulla. Perciò vi comando di lavar la Materia vostra col Fuoco e di cuocerla con l'Acqua; giacché la nostra Acqua la cuoce e la brucia, il nostro Fuoco la lava e la denuda. Ed intendete bene la mia parola, senza rompervi la testa ad immaginare tante cose. Sappiate che da nulla non si genera nulla e che il simile fa il simile. E voi non troverete ciò che cercate nella cosa, se in essa non c'era
checché facciate.
EFISTO disse: Sappiate che il Fuoco leggero è causa di perfezione, e quello contrario [cioè: violento] è sempre causa di corruzione. Perciò cuocete dapprima a fuoco lento, fino a che il tutto sia capace di sopportare un fuoco forte; perché se rafforzate il vostro fuoco, la Materia non si dissolverà, e non dissolvendosi mai perverrà alla congelazione. Difatti il Corpo non può cuocere l'Acqua in tutte le sue parti, né interamente, e il Fuoco, che è chiuso dentro il Corpo, non si risveglia né si eccita prima che il Corpo sia
dissolto.......
BASEM disse: Voi non potete giungere a fine senza illuminazione, senza pazienza e senza il coraggio di aspettare; poiché senza pazienza non si entra in quest'Arte. Come, voi credete di intendere la Materia nostra la prima volta, o la seconda, o la terza? Non cessate di leggere finché dubbio sia in voi; che questo Libro vi sia come una luce dinanzi agli occhi, ed abbiate la pazienza di aspettare. A suo tempo ho conosciuto un grande Filosofo, che ne sapeva quanto me e quanto nessun altro. Ma a causa della sua impazienza, della troppa fretta e della troppa brama, per giustizia di Dio, io credo, a causa della forza del Fuoco egli perse tutto e non poté vedere ciò che voleva. Per questo Pitagora, il Maestro nostro, dice che chiunque leggerà i nostri Libri, vi si fermerà senza distrarsi, e pregherà Dio - comanderà nel Mondo. Voi cercate un grande segreto - e non vorreste darvi pena? Non vedete che un uomo uccide l'altro, se non persino sé stesso, per danaro? Che cosa non dovreste fare, e quale pena non darvi, pur di giungere a questa Scienza così alta, di profitto così grande? Quando voi piantate e seminate, non attendete, per il frutto, sino al tempo della maturazione? Come vorreste dunque avere il frutto di quest'Arte in breve tempo?
Ma i Pazzi prendono le parole tali quali le diciamo, senza capire né il che, né il perché. Essi invece dovrebbero considerare se le nostre parole sono ragionevoli e naturali, ed allora prenderle come sono; ma se esse non sono affatto ragionevoli, essi debbono risalire all'intenzione nostra, e non tenersi alla lettera. Ma sappiate che noi siamo tutti d'accordo, qualunque cosa diciamo. Accordate dunque l'uno a mezzo dell'altro, e considerateci; poiché l'uno rischiara ciò che l'altro nasconde, e chi veramente cerchi, può trovare tutto. E chiunque vede i nostri Libri e li intende, non ha bisogno di cercare questo o quel luogo, né di sciupare il proprio danaro per operazioni di alchimia volgare.
Io non voglio essere invidioso come voialtri. Sappiate, voi tutti che cercate quest'Arte, che certi Filosofi, volendo nascondere questa Scienza, hanno detto che bisogna operare in date ore e si sono espressi per immagini. Ma io ti dico che questo non è necessario, non è d'aiuto né di nocumento: poiché la Materia è sempre pronta a ricevere la virtù che le si addice. E il Maestro nostro lo esprime
più chiaramente dicendo: La nostra Medicina si può fare in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni ora, in ogni persona, si trova per ogni dove e non c'è necessità di far nulla in senso esteriore. Ma quelli che dicono altrimenti mirano ad occultare la Scienza. Poiché ti dico che tu stesso, quando la conoscerai, la occulterai. Perciò, non stupirti se essi la nascondono, questa essendo la volontà di Dio.
SOCRATE disse: Sappiate che i Filosofi hanno chiamato Acqua-di-Vita l'Acqua nostra, ed hanno detto bene: giacché dapprima essa uccide il Corpo, poi lo fa vivere e lo rende giovane.....
EXIMIGANO disse: Sappiate che tutto il nostro primo scopo è ottenere la vera veste tenebrosa; poiché dovete sapere che senza il nero, non potete far bianco. Prendete dunque la Pietra rossa, imbiancatela di nerezza ed arrossatela di bianchezza. E sappiate che nel ventre della nerezza è nascosta la bianchezza; traetela fuori come sapete e poi traete dal ventre di questa bianchezza il rosso, come voi vorrete, giacché tutto poggia su questi tre punti.....
LA TURBA disse: Maestro, tutto ciò che diciamo non è altro che far del fisso il volatile e del volatile il fisso; poi, far di tutto qualcosa che non è né secco né umido, né freddo né caldo, né duro né molle, né fisso né troppo volatile - qualcosa di intermedio fra i due: giacché esso ha in sé due Nature insieme congiunte. E sappiate che ciò si fa in sette
buoni giorni, non in un momento. Poiché ogni alterazione avviene a mezzo di continua azione e passione. Di ciò, prendete
nota.......
ARCHIMIO disse: Prendete Arzent: sono Vermi neri dallo sguardo orribile e veleno di tegole vecchie color rosso-marino; cuoceteli ad un fuoco né troppo caldo né troppo freddo: ché, se fosse troppo freddo, non si altererebbero; ma se troppo caldo, non si otterrebbe congiungimento per vero amor di sé stessi. Prosegui col Fuoco tuo per tre giorni, a mo' di chioccia, e come un avvolgente calor
di febbre: custodendoli bene nel loro guscio. E sappiate che al loro alterarsi, essi da sé stessi si completano e si abbelliscono. Sappiate
però che se voi procedete senza il peso giusto, vi sarà un gran ritardo e un gran pericolo di fuoco; per il qual ritardo crederai di aver fallito. A suo tempo ho visto un uomo che ne sapeva quanto me e più di tutti, e lavorando, per la sua fretta, avarizia e bramosia, non poté veder la fine: credendo di aver fallito, abbandonò l'Opera. Siate saldi, non volubili d'intelletto, tanto da credere or questo ed or quello, ora da dubitare ed ora da aver fiducia. Prima di impegnarti, considera bene ciò che ti diciamo, e pensa spesso alle nostre parole.
La
Pietra qui passa verosimilmente a simboleggiare la stessa Natura
giunta ad esprimere, attraverso il corpo, il principio Oro dell'uomo.
Questo è il Figlio, il quale nel compimento magico non riprende
contatto con la Madre (contatto attivo - egli la genera a sua volta) che
per assoggettarla. [ Ritorna ]
Finché
è nel corpo, il principio centrale igneo è privo di forza e come
chiuso in un sepolcro. Occorre che l'Acqua sciolga il corpo, cioè
trasformi la condizione corporea nella modalità fluidica, perché
quello risorga. [ Ritorna ]
Ciò
potrebbe anche alludere e quella predestinazione per presenza di una
eredità primordiale o trascendentale, che quasi sempre fa da condizione
per le realizzazioni iniziatiche non legate a regolare trasmissione di
un potere. [ Ritorna ]
In
senso così simbolico, come per i sette « giorni » della
creazione. [ Ritorna ]
In
questa frase, mediante una efficace analogia, è data una chiave
fondamentale per la tecnica del Fuoco ermetico e del « cuocere »
alchemico. [ Ritorna ] |