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Il principio dell’Unità non si riferisce ad una teoria filosofica (ipotesi della riducibilità di tutte le cose ad un unico principio), ma di uno stato psichico e spirituale determinato, dovuto a una certa sospensione di quella legge di dualità fra Io e non-Io e fra « dentro » e « fuori » che, salvo rari momenti, domina la comune, più recente percezione della realtà.. Questo stato è il segreto di ciò che nei testi ha il nome di « Materia dell'Opera » o « Materia prima dei Saggi » in quanto che, solo partendo da questo stato, è possibile « estrarre » e « formare », « secondo il rito » e « l'arte » tutto ciò che, sia in sede spirituale, sia in sede di applicazione operativa (« in sede magica »), la tradizione promette. Questo « Tutto » è stato detto anche caos (il « nostro » caos), ed uovo, che dorme nel profondo d'ogni essere e si dispiega nella molteplicità caotica delle cose e delle forme sparse quaggiù, in spazio e tempo. La tradizione alchemica con Ouroboros indica anche il principio della «chiusura » o « suggello ermetico » che, metafisicamente, sta ad indicare l’estraneità di una trascendenza al di fuori di noi. Quindi, nessun Paradiso, o Nirvana nel quale perdersi “in grazia di dio” . Qui la trascendenza è concepita come un modo d'essere compreso nella « cosa una », la quale « ha duplice segno », è sé stessa, ed è anche il superamento di sé stessa; è identità e simultaneamente veleno, cioè potenza di alterazione e di dissolvimento è ad un tempo principio dominante (maschio) e principio dominato (femmina) e quindi « androgine ». Solve et coagula, sciogliersi senza perdersi per poi ricostruirsi dall’interno. ( Stiamo sempre parlando di moti dello spirito, stati dello spirito: trasformare il corpo in spirito per poi ritrasformare lo spirito in corpo ). « Questo è il mistero divino e grande, l'oggetto che si cerca. Questo è il tutto. Da lui il tutto e per suo mezzo il tutto. Due nature, una essenza sola. il potere della distruzione». Sono molti i simboli che si riferiscono ad esso ma soprattutto quelli dell'Acqua e del Mercurio. Di Mercurio (o Acqua Mercuriale), ripetono i testi, è composta ogni cosa: esso costituisce, a loro detto, la materia, il principio e la fine dell'Opera. Per indicare le proprietà di dissoluzione di scioglimento dello spirito che si trova a "faccia a faccia" col drago ouroborus, cioè quello che in noi assume l'aspetto di mercurio, gli ermetisti usano i simboli più speciali di Veleno, Vipera, Solvente Universale, Aceto Filosofale per designare l'aspetto della potenza dell'indifferenziato, al cui contatto ogni cosa differenziata ( Io ) non può che esser distrutta. Abbiamo parlato però di una doppia natura. Così come si può ricavare un Farmaco dal Veleno così, per lo stesso principio, troviamo il termine di Mestruo cioè, come quel sangue della simbolica « Donna » che alimenta la generazione e quindi assume anche l'opposto significato di Spirito di Vita, di « Fontana d'Acqua Viva ». « La Vita nei corpi, quello che attira, la Luce delle luci ». Il principio in questione ha dunque « doppio segno », è Morte e Vita, ha il duplice potere del « solve » e del « coagula » Veleno e Farmaco. IMPORTANTE Quel che però interessa, è riportare questi simboli ad uno stato dello spirito, all'adombramento di una esperienza: poiché per l'ermetismo deve ritenersi valido ciò che Aristotele disse circa i Misteri, ossia che ad essi non si andava per apprendere, bensì per realizzare attraverso una esperienza vissuta una profonda impressione. Nell'incontro
( sarebbe meglio dire ) nel contatto con questo aspetto
"Velenoso" del Mercurio Böhme dice: « L'essere si libera
dalla morte con una agonia, che si compie nella
grande angoscia dell'impressione, la quale è la vita
mercuriale... Questo spavento viene dal Mercurio, o angoscia della Morte
». Si tratta del contatto col « veleno », con la forza dissolvente
che come morte schianta le essenze finite ( cioè la propria personalità,
il proprio io). Ne riparleremo nella parte tecnica. Le persone che hanno seguito i corsi di magia del I° livello in chat sanno di cosa si sta parlando. Per gli altri a seguire qui sotto un breve riassunto. [ ritorna] Riassunto ……. Abbiamo già detto che il nostro mondo ha uno strato di "materia" inconoscibile che prende “forma conoscitiva” dalla nostra creazione. Quindi il nostro mondo è tutt’uno con noi. Ricordatevi sempre di interpretare le idee qui esposte usando la chiave del sogno. .........Di base, spontaneamente, possiamo, facilmente ammettere che guardando un oggetto lo crediamo fuori dalla nostra mente, a quel oggetto conferiamo un carattere di oggettività ( di pietra ). Vale dire che ogni volta che non ci ricordiamo che il mondo che percepiamo è solo nella nostra mente lo investiamo di un carattere di oggettività e autonomia che non gli spetta di diritto. Al nostro mondo spetta tutti il diritto che noi gli conferiamo! Sta qui il guaio! Non potete immaginare quante volte ogni giorno conferiamo al nostro mondo un carattere di oggettività che non gli spetta. Oltre a creare le immagini del nostro mondo ne aumentiamo il loro contenuto oggettivo rivestendole di contenuti emotivi e psichici a conferma della loro oggettività. .........Attrazione o repulsione non sono che stati d’animo scaturenti dalla nostra convinzione che il nostro mondo sia oggettivo, cioè, sia così e non potrebbe che essere così. Qui invece si vuole dimostrare che è esattamente il contrario. Bisogna accorgersi che, l'Io e il mondo che creo in ogni istante, sono la stessa cosa visti da prospettive diverse. Ciò che vedo la “fuori” fuori dai miei occhi, non è che una proiezione del mio io per cui, della mia mente; quel sasso che vedo non è cosa morta, il mondo non è cosa morta, o almeno lo è quanto lo sono io [ Ritorno ] .
Scusi il lettore se ci ripetiamo ma ricordiamo che stiamo sempre alludendo all’io e la creazione del suo mondo, un mondo fatto di “Acqua” , materia fluida alla quale si dà con il proprio Io tutte le forme. Contemporaneamente quest’Acqua è anche "fuori di noi" nella quale Acqua “stampiamo” e “imprimiamo” le forme che ti permettono di essere consapevoli. [ Ritorno ]
Testo in Berthelot, Coll. Des Alchimistes Grecques, Paris, 1887 [ Ritorno ].
Può
essere d’aiuto l' uso della
chiave del sogno. Mi spiego. Immagini il
lettore che tutto sia un sogno [e in effetti è così ]. Nel sogno, i
mondi che creiamo sono in un punto indefinito – il punto, per
definizione matematica è senza spazio e
quindi infinito-. La materia del mondo dei sogni è in noi e il
principio Io forma questa materia e crea i mondi. Credi: non è
diversamente da quando pensi di essere sveglio!. Il Principio attivo Io
Acqua dell'Abisso, Acqua Misteriosa, Acqua Divina, Acqua permanente, Acqua viva (o Acqua di Vita), Acqua Eterna, Acqua-Argento, Oceano, Mare Nostrum, Mare Magnum Philosophorum, Acqua Spirito, Fons Perennis, Acqua celeste, e via dicendo, sono espressioni che si trovano per ogni dove nei testi. D'altra parte fra i simboli del principio femminile e quello delle Acque fra « Terra Madre », « Acque », « Madre delle Acque », « Pietra », « Caverna », « Casa della Madre », « Notte », « Casa della Profondità » o « della Forza » o « della Sapienza » - vi è una connessione che risale a tempi primordiali. L'ermetismo la riprende. [Ritorno]
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