Acque Luce Astrale

 

La base della vita di tutti gli esseri , è retta dal profondo da una Forza primordiale. La natura di questa Forza è  brama ; vale dire, un appetito che non ha mai soddisfazione, un abbattersi che non conosce termine, una irresistibile necessità. Divenire, trasformazione disordinata caotica, incoercibile flusso - generazione-distruzione, attrazione-repulsione, terrore-desiderio, formazione-dissolvimento sono tutti i suoi elementi alchemizzati in una mescolanza che brucia senza riposo: questo fuoco è l'essenza primordiale della natura.

Come una meraviglia e come uno spavento ne parlarono i Saggi. Così la chiamarono: Fuoco universale e vivente, Re, Drago verde, Quintessenza, Sostanza prima, Grande Agente magico. Principio dell’opera-universa, ed è anche il principio della loro « Grande Opera »; perché uno stesso è il Magistero della Creazione e il Magistero con cui, secondo l’Arte, l’uomo costruisce sé stesso.

 La Vita della nostra vita è in Lei. Spiala. Essa si palesa, ad esempio, in tutti i momenti di subito pericolo. Sia la velocità di un’auto su di te, distratto nella via. Sia il venir meno del terreno sotto di te per l’aprirsi di un crepaccio. Sia  una cosa elettrizzata che hai toccato inavvertitamente. Ecco: in reazione immediata si afferma una cosa pronta, violenta, rapidissima. Possiamo dire che è la nostra « volontà », la nostra « coscienza », il nostro « io »? No. Non è la nostra volontà o coscienza o il nostro io - che giungono solamente dopo, a gesto compiuto. Là, erano assenti, scavalcati. Qualcosa di più profondo, di più veloce, di più assoluto di tutto ciò si è fatto palese, si è imposto, ha agito.

Le abitudini, il carattere, tutto quello che vive in noi come animalità, come razza biologica e tutta la volontà del corpo, cieca ebbra volontà di vivere; tutto questo si ricongiunge  e si confonde con lo stesso principio. Di fronte ad esso, di solito non ci è data che la libertà di un cane legato ad una  catena. Noi non l'avvertiamo - e ci crediamo liberi - finché non si passi un certo limite. Ma se si va oltre, essa si tende e ci arresta. Oppure ci gioca: ci muoviamo in circolo e non ce ne accorgiamo.

La sua magia è quella dell'ebbrezza. Che importa a Lei l'una o l'altra forma, l'una o l'altra « ragione » con cui crediamo di giustificarci, pur che si affermi il suo conato profondo! Travestita, essa ribadisce il suo vincolo.

Spia anche questa forza, e conoscila, nella selvaggia possanza dell'immaginazione e della suggestione. E' lo spavento che si moltiplica, più tu lo scacci. E' il sonno che fugge finché ti « sforzi » di dormire. E' la fiamma della passione, che più acre si innalza per quanto più la tua « coscienza » si sforza di soffocarla, e non scompare che per passare dentro, ad avvelenarti tutto! Qui, di nuovo, è Lei, erompe Lei. Sii consapevole che questo demone che si amalgama con quello delle potenze emotive ed irrazionali, scende poi giù, ad identificarsi con la stessa forza che regge le funzioni profonde della vita fisica. « Volontà », « pensiero », « io », che possono, su queste funzioni? Con arma tagliente, senza paura, scava. Di, dunque: « Di questo mio corpo, che posso giustificare con la mia volontà? Voglio io il mio respiro? Voglio io la mia forma, la mia carne, questo uomo determinato così, vivente così, felice od infelice, nobile o volgare? Ma se domando ciò, non debbo anche andare più oltre ancora? La « mia » volontà, la « mia » coscienza, il « mio » io, li voglio - o li sono soltanto? Perché tutto che posso dire di volere, dovrei anche poterlo non volere, e quindi anche essere, senza di esso. E l'io, già, il « mio » io: lo posseggo, o è lui che possiede me? 

Tu che ti sei appressato alla « Scienza dei Maghi », sii forte abbastanza per questa conoscenza: Tu non sei vita in te. Tu non esisti. « Mio », non puoi dirlo di nulla. La Vita, non la possiedi - è essa che ti possiede. La soffri. Ed è un miraggio, che questo fantasma dì « io » possa sussistere immortale al disfarsi del corpo, quasi che tutto non ti dicesse che la correlazione con questo corpo gli è essenziale, che un malessere, un trauma, un accidente qualsiasi hanno un'influenza precisa sulle facoltà sue, per « spirituali » e « superiori » che esse siano!

Questa forza, vita della stessa vita, « Umido radicale », nella Tradizione magica ha il segno di  (direzione discendente, precipitazione); anche puoi trovarla indicata come la « Venere terreste », femmina e matrice cosmica. Nella tradizione indù è il segno della (cakti e dello yoni), come il « Serpe originario » E' la elementare potenza demiurgica, la « Magia » di Dio, la sostanza primordiale che si precipitò quando Dio disse: « La luce sia ».

Come una Luce, procedendo, imparerai anche a conoscerla: una luce elementare che porta i « Segni » delle cose tutte; indifferente al bene ed al male ed a qualsiasi forma per la capacità plastica di trasformarsi in esse tutte,  idea e realtà in essa sono una sola cosa, fulmineamente, « magicamente », come in quel riflesso di essa, come in quella « via » ad essa, che è la potenza dell'immaginazione nell'uomo.  Tutto essendo in balia di questa forza e mediante questa forza, sappi: colui che riuscisse a soggiogarla interamente per mezzo di essa potrebbe dominare la natura intera, fuoco terra aria acqua, la vita e la morte, le virtù dei cieli e quelle degli inferni, perché essa in sé tutte le raccoglie. Ed ora a te, che hai voluto avvicinarla, sia palese che la Scienza dei Maghi, questo vuole, e che tutto che non è questo essa lo disdegna.

 Creare qualcosa di fermo, di impassibile, di immortale, tratto in salvo, vivente e respirante fuori dall'umido radicale delle « Acque », sussistente fuori dalle « Acque » come il fior di loto che esce dalle acque, libero. Come un uomo un uomo più forte che prenda per le corna un toro furente, resista e lentamente duramente riesca a piegarlo sotto di sé, in lui dominare codesta natura cosmica - tale è il segreto di nostra Arte, Arte del Sole e del Potere, della « Forza forte di ogni forza ». Tu non hai bisogno di credere, anzi: non devi credere. Prova. Osa.

La « Materia dell'Opera » è qui, nella brama tua, nella tua volontà profonda, più vicina di quel che a te tu non sii vicino. Eccitala. Destala. Creale resistenza. Sentirai in te allora, in proporzione di quanto sappia spingersi oltre il tuo ardire, tutta la forza sua selvaggia. E se tu sai concepire anche una forza più forte, che cosa puoi ancora concepire che possa a questa resistere, che non possa essere infranto o piegato da essa?

Preparati. Fissa bene lo scopo e non cambiarlo mai. Chiudi gli occhi. Crèati una immagine e mirala. Nel buio abituati così a vedere di una luce che non è quella sensibile. Questa luce eterea porta con se il primo segreto dell'Opera. Fatti impassibile di fronte al bene ed al male, giusto assoluto nudo. Impara a volere senza desiderare, senza paura, senza pentimento.

Crea una potenza di fare senza stancarsi. Continua fredda dura e, nel contempo, labile, plastica. Voler bene, volere a lungo, voler sempre senza fermarsi - e mai desiderare, ecco il Segreto della Forza. Infrangi ogni necessità. Usa di tutto ed astieniti da tutto a volontà. Fatti padrone assoluto della tua anima. Crea una resistenza. Il mobile obbedisce all'immobile e le potenze di natura soggiacciono a chi sa resistere loro. Giunto a nulla desiderare e a nulla temere, ben poche cose vi sono  di cui non diverrai signore; ma di nessuna cosa godi se non l’hai vinta in te. La Forza non si dona. Prendila. Osa. Libero ed equilibrato, forte, calmo e puro, avendo ucciso il desiderio, dì: Voglio.                     

Questo è il primo insegnamento. 

La soglia ti sia schiusa. La forza è in te.