Esercizi

Avvertimento

Nelle pagine della Dottrina Magica è stato più volte dichiarato l'invariabilità dei principi e delle esperienze essenziali riferentisi al piano metafisico-magico, ma a questo piano bisogna anzitutto arrivarci. Questo implica un lavoro preliminare, cioè quello delle Operazioni Sacre o Esercizi. E'un lavoro che partendo dalla diversità degli individui porta alla traversata delle « Acque ». Fin tanto che l'ascesa dello stelo verticale attraverso di esse al raggiungimento del fiore di loto che si apre all'aria libera non è compiuta, non è da pensare a quella ''Magicità completa''  che dona tutti i poteri. In questa pagina verranno accennati gli effetti che potrebbero comparire a chi  porterà avanti con serietà d'intenti gli esercizi delle operazioni magiche. 

L'individuo non è un essere ' uno ' ma un « composto ». Nelle varie componenti di questo composto che appaiono nelle singole facoltà, si è identificati. La pratica delle operazioni magiche tende a sciogliere questa « simpatia » ed a far sì che l'io non si mescoli più ad esse ma si disentifichi.Io e basta non lo si può mai dire. Si è presi da odio, amore, impazienza, fretta, piacere, desiderio ecc., ma io e basta, mai. Quando si usa un certo stile di vita che ti raccomanda di essere attento a tutto ciò che emerge dalla profondità della coscienza si inizia ad ottenere un distacco. Osservando l'io che è impaziente, sofferente, bramoso, desideroso ecc., ci si distacca.E' naturale che le varie facoltà acquistino una corrispondente autonomia,il che produce il fenomeno dell'accentuazione dell'automatismo e dell'istintività. 

Prendiamo ad esempio una persona usa a comporre. Il comporre, nella gran parte dei casi, non è cosa che dipenda interamente da noi. Tutti sanno quante volte, avendo la precisa intenzione di scrivere qualcosa, non si riesca a nulla e quante altre volte, invece, sedendosi allo scrittoio con la testa vuota, si senta affluire l’energia creativa che ci porta anche di là da quanto era in nostro proposito di fare. Questo margine di grazia lo si ritrova un po’ dappertutto nella vita ordinaria, nella quale gli uomini vivono di doni più di quanto se lo immaginino.

Ora, dandosi alla pratica iniziatica, alla persona in questione potrà anche accadere che la sua facoltà spontanea di comporre scompaia gradatamente o sia assai ostacolata; potrà perfino subentrare uno stato di irrigidimento interno, con la quasi impossibilità di metter giù qualcosa. Questo è il punto morto. Ma se non ci si sgomenta, se si resta calmi e si continua, si constaterà un graduale riapparire della facoltà perduta o menomata. Essa però avrà un altro significato, e quella persona potrà dirla veramente sua. La si padroneggerà e la si potrà esercitare in qualsiasi momento, a volontà, a differenza di quel che era proprio alla condizione precedente; inoltre, nel comporre non vi sarà una specie di ricercante attesa dell’estro, poi una immedesimazione, un arrestarsi, un tentare questa o quella direzione fino ad una nuova « ispirazione » e al prodursi di associazioni di pensieri che non si sa prima dove condurranno. Invece di tutto questo, una lucidità attiva presiederà a tutto il processo.

Lo stesso vale per altre facoltà; è una sospensione e poi una riattivazione davvero dall’interno, dalla sostanza dell’Io. Tutto ciò che, per così dire, l’io riceveva in dono dalla « natura » in forma di spontaneità in un primo tempo abbandona l’io, ma poi ritorna come qualcosa che fa parte realmente della sua sostanza. Cosi modificazioni analoghe possono anche manifestarsi per il pensiero in genere. Un caso particolare riguarda la memoria. Spessissimo si passa per un punto, nel quale il ricordarsi diviene quasi una impossibilità. Ma poi si manifesta una forma nuova di memoria, non più meccanica o casuale come quella ordinaria. Un altro caso ancora, assai caratteristico, riguarda la parola. Non si pensi che si divenga muti; ma l’esprimersi diviene difficile, la parola è intimamente ostacolata. La parola che però risorge di là dal punto morto è quasi un’altra parola, è una parola che riflette già qualcosa del carattere della parola vivente, o parola magica. Anche dal punto di vista fisico i trattati di Yoga menzionano uno schiarirsi e l’assumere altro tono e forza della voce come effetto delle discipline perseguite.

Non sfuggirà l’importanza del rendersi conto di tutto ciò, specie per non giudicare in modo sbagliato gli stati negativi ora accennati, per non allarmarsi e non lasciarsi distogliere.

Aggiungeremo che questa fenomenologia si verifica soprattutto in una disciplina autonoma, perseguita vicino alla vita ordinaria, senza l’intervento di procedimenti propriamente rituali.

In conclusione vanno ricordate alcune regolette molto importanti.

Desiderio, speranza, attesa allontanano inesorabilmente dai risultati; 2) Tutti gli esercizi esoterici danno frutto solamente quando si giunge ad amarli ed a volerli per sé stessi, quasi che in sè stessi avessero il loro scopo; 3) La persistente mancanza di risultati anche dopo pratiche costanti e serie può non essere che una prova; 4) Trovar naturale tutto ciò, è già un risultato