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<<Creati un'immagine e
mirala. Nel buio abituati così a vedere di una luce che non è quella
sensibile>> - in ciò già ti indicai il primo segreto dell'Opera. Poi,
con la pratica dello specchio ti dissi come puoi staccare interamente il
senso della vista dal mondo fisico e dallo spazio esteriore - ed
attuarlo nella luce eterea.
Questo è il principio. Nella vita del giorno pur sveglio in perfetta
coscienza saper non vedere e vedere simultaneamente - non
vedere nella luce visibile e vedere nella luce invisibile, a volontà - è
la perfezione di cotesto cominciamento, della quale dispongono gli
Adepti. Sappi però che lo scopo nostro non è l'estasi passiva di chi
solo vede e percepisce le manifestazioni, ma la capacità di dirigerle,
di proiettarvi la propria forza, di crearle e di distruggerle provocando
effetti corrispondenti nel mondo fisico e sugli esseri che lo abitano.
Il secondo passo dell'Opus magicum è questo. Seconda
preparazione del Caduceo ermetico - noi così lo chiamiamo.
Ogni realizzazione magica implica un principio attivo, secco e fisso che
agisce simpaticamente su di un principio passivo, umido e volatile; cioè
una <<proiezione>> nel veicolo di una veste di fuoco sulfureo, detta
anche soffio e acqua ardente. Bisogna prima di tutto
preparare con l'Arte questi due elementi o principì nel nostro <<vaso
filosofico>> ermeticamente chiuso.
Ricordo a te che cosa vuol dire la <<chiusura ermetica>>: guardia
alle porte dei sensi - e: Silenzio. E il Silenzio iniziatico
non è soltanto non parlare, ma non parlare (neanche con te stesso), non
udire e non leggere.
Stàccati mentalmente dall'ambiente realizzando che nulla può e deve
offenderti: <<Gli ingiusti non arriveranno ad intaccare il mio
equilibrio>>.
I maghi affermano poi che il <<vaso>> deve essere di cristallo terso e
resistentissimo, insieme alla costanza tenace vogliono anche indicare
che nella tua coscienza o <<laboratorio>>, tutto deve essere
trasparente. Devi saper vedere chiaro e netto in te come alla luce del
sole, realizzare l'incapacità assoluta di una qualsiasi insincerità con
te stesso.
Il principio maschile attivo è sempre il nostro Oro, ,
ma vieppiù esaltato, disciolto e fissato. Ricorda la sua prima
preparazione.
È un
placare, unificare e dominare l'animo - è il calmo energico esser
superiore a te stesso - è il nucleo che nell'atmosfera ubriacante
dell'<<anima della terra>> sa resistere alla passione restando saldo
nell'impeto impuro delle <<Acque>>.
Éliphas Levi ti dice: il mago pensa e vuole - non ama
alcuna cosa per desiderio e nulla respinge per passione. La parola
passione designa uno stato passivo, mentre egli è sempre attivo e
vittorioso. Un mago innamorato, geloso o pigro è contraddizione in
termini. Il più difficile è giungere a questa realizzazione, perché
quando il mago abbia creato se stesso, la Grande Opera è virtualmente
compiuta, nel suo principio essenziale.
Kremmerz aggiunge: crea uno stato di neutralità perfetta, di
indifferenza positiva, mediante il completo equilibrio di te stesso.
Fatti superiore al bene e al male, perché dalla tua neutralità rispetto
all'uno e all'altro effetto dipende il tuo stato equilibrato e
continuo e il potere di sviluppare tutte le forze sottili e si
servirtene in tutti i sensi.
Quanto alla
<<preparazione seconda>> di questo nostro Oro, tu puoi conseguirla per
consacrazione o investitura, ovvero con l'ausilio di
aceti filosofici ed acque corrosive, se sai, e sei capace di
resistere loro. Ti dico però, date certe speciali condizioni, puoi
eseguirla anche a mezzo della crudeltà e della sofferenza.
Provoca freddamente e mantieni per un numero preciso di minuti uno
strazio fisico: resta di faccia ad esso, poi fatti più forte - sino a
poterlo far tacere. Violentati. Non fare ciò che ti piace ma ciò che
ti costa; prendi sempre, per principio, la linea di maggior
resistenza. Sposta il piacere naturale per questo o quell'oggetto al
piacere dell'<<aver voluto>>. Conformemente ad una formula antica di
nostra Tradizione, che per <<disciogliere>> un <<metallo>> prescrive di
arroventarlo e poi immergerlo nell'acqua, eccita, esalta,
esaspera un istinto, un impulso, una brama e poi, bruscamente, al punto
in cui essa crede di giungere alla soddisfazione, sospendila. L'occhio
sovrasensibile Vede allora dei lampi staccarsi dai centri inferiori e
correre serpeggiando fino a raggiungere i centri superiori che si
mettono a risplendere di un fulgore temibile. Possente e secca,
questa virtù loro è la virtù aurea del comando assoluto. Tanto basti per
la preparazione dell'Oro.
Adesso tratterò
del secondo principio, il quale è la forza astrale, l'ente fluidico
stesso. [...]
L'atto magico è un atto di concreta fluidificazione della volontà, una
concezione immacolata androginica in cui la forza fluidica sotto
l'azione ispirante e maschia del principio solare, opera come femina
nella realizzazione creativa. Ti è stato già detto sul senso del corpo
fluidico e come esso, nella prima composizione del caduceo ermetico, si
estragga dal corpo fisico. Ma la modo istesso che nella seconda
fase dell'operazione è richiesta un'esaltazione dell'Oro che dovrà
assorbire le virtù più forti e secche dell'<<Acciaio dei Saggi>>; in
egual modo è richiesto, per il fluidico, un regime secondo chiamato
<<ignificazione della luce astrale>>. Il corpo fluidico al
primo stadio è
= acqua
distillata, detta anche <<materia al bianco>> o lavata.
È una
sensazione immateriale, luminosa, calma, sospesa e stante, estratta con
l'immersione della coscienza in ciò che sub specie interioritatis
corrisponde al sistema nervoso. Ma tu ora devi spingerti ad un
congiungimento magico più profondo con il corpo fisico, facendo scendere
la coscienza fino ad <<amalgamarsi>> con ciò che è il sistema sanguigno,
il sangue dell'uomo - e così otterrai il fluidico
come <<materia al rosso>>.
[...]
La
realizzazione è tanto più perfetta, per quanto più esaltati, energici ed
assoluti nella loro rispettiva virtù sono i due principi congiunti dalla
verga di Ermete.
È
il grande mistero dell'Arte Regia, che a nessun profano può essere
comunicato. [...]
In questo stato la concezione è creazione, non avviene nel corpo, nel
tempo e nello spazio, ma come moto libero, nello spazio
spirituale senza dimensioni.
Tieni in mente soprattutto che in magia in successo non è mai il
risultato di uno sforzo; che appena sopravviene uno sforzo, cioè il
senso di un ostacolo, l'azione è arrestata perché ricondotta sotto le
condizioni materiali degli esseri incarnati. La magia opera sempre in
modo semplice e diretto, come una forza istantanea o una forza
irresistibile e sottile di fragranza. È per questo che Lao-tze dice che
la virtù del Tao è un <<agire senza agire>>; è per questo che gli
Ermetisti ti parlano dell'Opera come di un <<gioco di donne>> o di
bambini confermando l'insegnamento della Qabbalah, la quale nell'arcano
XI dei Tarocchi prende per simbolo della Forza una donna che schiude ed
immobilizza senza sforzo alcuno le mascelle di un leone inferocito.
È un sentirsi in uno stato di perfetta giustizia...
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