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Magia dell'Immagine |
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Con
immagini il mago crea, distrugge e trasforma nella materia dei
sentimenti e delle sensazioni in sé; con immagini agisce sul proprio
organismo; con immagini opera sugli altri. All'atto materiale e alla «
volontà » degli uomini egli sostituisce la forza dell'immagine. Ma
a tanto è anzitutto necessario destarsi alla rapidità senza tempo nel
sentire, nel concepire, nell'arrestare, nell'intervenire. Ciò che la
coscienza comune tarda inerte ottusa giunge di solito a percepire è
lentezza sonnambolica. Gli atti le sfuggono, essa apre gli occhi solo
quando vi è già il « precipitato » del fatto (la cosa, la
sensazione, il movimento materiale), e così ombra di fenomeno è ciò
che essa percepisce, un mondo di conoscenza-constatazíone, non d'azione
(magia). In
questo senso comprendi come esteriorità di fenomeno, e lunarità, lo
stesso mondo che tu chiami « interiore »; così l'immagine tu non la
conosci e vivi quale azione, ma quale immagine: l'atto suo è troppo
rapido, e tu non vi sei presente. Semplice eco, essa dunque o « si
presenta » da sé, o può essere soltanto « evocata ». Il rapporto
creativo che per mezzo di essa ti farebbe agire dal profondo (imago =
imo ago), non lo conosci. Per accogliere e percepire questa rapidità di ciò che non è ancora « fisico », la mente deve riuscire a svincolarsi dall'organo del cervello. Tu ritrovi dunque per condizione la traslazione dalla testa nel « cuore ». Non più stregato dallo spettacolo delle cose e delle idee, puoi staccarti e coglierle in sede pre-sensoriale. La
volontà è sforzo; il desiderio è tendenza verso qualcosa che non si
ha; la forza è un medio tra un fine e la realtà in cui essa cerca di
tradursi vincendo una resistenza. Nell'immagine magica, invece, non vi
è sforzo, né tendenza, né intervallo di compimento: è un agire che
è un vedere, e un vedere che è un agire; l'ideazione è realizzazione
ipso facto. Non ha futuro, è più rapida dell'antitesi, legge sua è il
comando presenza. Con immagini tu, in primo luogo, puoi tener saldamente testa ai sentimenti e ai turbamenti che su te, lottante discepolo, scendessero. Se brama, paura, ira, sensazione, odio, voluttà si palesassero ad un tratto nel tuo animo, nel tuo sentire e nel tuo volere, balza indietro e fissa il sentimento in una immagine: agisci su questa, e l'atto mentale produrrà la trasformazione e l'annientamento nell'elemento corrispondente. « Come un giovane fiorente d'un tratto si accorgesse di tenere legata al collo la carogna di una serpe o una carogna di cane o una carogna umana e spaventato, raccapricciando e rabbrividendo, subito se la strappasse e la gettasse via ». Il patema va prontamente congiunto all'immagine della carogna, e la mente realizza l'orrore, e il gesto di strapparla e lanciarla. Un pensiero o immagine di negazione, sfiducia, distrazione, o che semplicemente tu non desideri, assumilo elasticamente, e realizza subito una mano che, come una scheggia conficcatasi bruscamente, lo estrae e lo getta. E se l'elemento si è già introdotto e ha assorbito della tua forza: « come un uomo forte afferra pel capo o per le spalle uno più debole, lo piega, lo abbatte, lo tiene fermo sotto di sé ». Un dolore, un malessere, una stanchezza, fissali nell'immagine di un fiocco di neve che si scioglie al contatto con una massa di metallo arroventata a bianco. L'ombra di un fumo che, nel fuoco della mente, si disperde nel cielo puro, azzurro, tesissimo per un turbamento, un'inquietudine, un desiderio, una febbre mentale. La mente si fissa a mezzo dell'immagine di un pugno che stringa un piccolo animale, finché stia fermo, senza moto, inerte; ovvero di quella del tremolare e del successivo fermarsi, confitta, di una freccia scagliata contro una tavola; ovvero di quella di una sbarra di acciaio sempre presente che arresta ogni reazione; ovvero di una mano che sistematicamente prende e riconduce al suo posto, al centro, la mente instabile che corre via ad ogni sorgere di involontaria associazione di pensieri. Una immagine generale di potenza grande è quella di un corpo oscuro che si consuma e cade giù dando luogo ad un corpo fatto di luce radiante e di forza gloriosa. Questa immagine in realtà balena in tutti i momenti di subito, mortale pericolo, in un attimo troppo rapido perché la comune coscienza umana possa percepirla; ed essa risorge e ristora e trasfonde forza nell'organismo mentre esso si abbandona, e sprofonda nel sonno. Un'altra
immagine è di grande potenza può stroncare forze avverse perfino nella
corporeità: quella di uno scheletro gigantesco, bianco, fatto di
folgori. Se procedi in queste pratiche, sorgerà sempre più distinto in te il sapere, che i pensieri e i sentimenti non sono cose incorporee e « spirituali » fluttuanti per l'aria, ma quasi oggetti tangibili e in moto, che si possono maneggiare, spostare, proiettare, alterare, posare, caricare o scaricare, e che hanno ognuno una forma loro propria, la quale in certe condizioni può essere perfino veduta. Le immagini magiche possono essere inventate, ma tu comprenderai bene quanto più efficaci siano quelle che si avvicinano alle forme e ai segni reali degli stati che esse fissano. In questo modo via via che fisserai te stesso strappandoti dalle « Acque », crescerà la capacità tua di intercettare e trattenere al loro stato sottile le varie energie ed impressioni; e immagini corrispondenti scaturiranno naturalmente in te, al luogo della rappresentazione dei fenomeni riflessi e delle apparizioni ritratte dai sensi fisici. Dapprima, le immagini del tuo mondo interno psicologico pensieri e sentimenti e la tua stessa « figura ». Più profondamente, le immagini sepolte entro gli organi e le attività del tuo corpo. Più profondamente ancora, i segni dei regni. delle forze e delle influenze naturali e stellari, dei Dodici e dei Sette. E se ti è dato di giungere fino all'adeptato, accadrà dunque che nulla più agirà su te direttamente e contingentemente. Tutto si presenterà in primo luogo nell'apparizione sùbita di una immagine che cerca di essere accolta e voluta: così la stanchezza, l'amore, la malattia, il sonno, e quanto gradualmente si desta e sorge dal regno sotterraneo dell'istinto e dell'automatismo fisiologico. E accadrà secondo legge di necessità solamente ciò, dalle cui immagini ti lascerai sopraffare, ciò la cui immagine la tua mente non sappia sostenere in sé, per ridurvi in Sole la natura oscuramente demonica, la cieca spontaneità. |