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RADIESTESIA |
Testi
antichissimi menzionano l'uso della bacchetta rabdomantica, poiché tale
strumento di prospezione fu impiegato a partire da un periodo ignoto, dal
momento, cioè, in cui l'uomo sente affievolirsi l'istinto naturale, per cui fa
ricorso a mezzi che gli consentono di risvegliarlo.
La
Sacra Bibbia, nell'Esodo, riporta il famoso passo in cui Mosè, per dissetare il
suo popolo, batte contro la roccia di Horeb, con una bacchetta, e ne fa
scaturire l'acqua.
Le civiltà antiche non erano aliene da tale conoscenza rabdomantica, e certamente anche presso gli antichi egizi i sacerdoti ne insegnavano l'uso dando a tale conoscenza un'impronta sacra.
In
rapporto alla potenza d'azione mentale esistente in ognuno di noi, possiamo
diventare radiestesisti.
Molti
possiedono una disposizione innata e, a questa stregua, l'esercizio quotidiano
accelera lo sviluppo delle qualità latenti, e i risultati si evidenziano con
immediatezza.
La formazione in sé non comporta grandi difficoltà da parte dell'adepto che ha a disposizione tutti gli strumenti necessari per realizzarsi; occorrono soltanto calma di spirito e perseveranza ed esercizi ( v. CD )
La
radiestesia può apparire misteriosa e occulta, ma in effetti non lo è: si basa
semplicemente sull'istinto che ha la sua sede nell' inconscio. Questa la ragione
per cui l'inconscio è della massima importanza nell'indagine radiestesica.
Quando
il radiestesista «percepisce» con il pendolo o con la
bacchetta le radiazioni emanate dalla sostanza che cerca, è evidente che in
lui si sono manifestati fattori psichici che gli hanno prodotto un'associazione
d'idee a livello inconscio, facendo agire l'istinto come percettore diretto
della sostanza cercata.
Tutti
possiamo diventare eccellenti radiestesisti se riusciamo a sviluppare al massimo
grado la forza psichica.Quando siamo svegli la coscienza fa da sbarramento
all'inconscio. La possibilità di superare questa barriera ci viene data dallo
stato concentrativo, il quale annulla qualsiasi influenza di pensieri estranei.
Il
momento più propizio per autosuggestionarsi è quello tra la veglia e il sonno,
poiché la coscienza lascia libero l'inconscio di percepire. Durante il sonno,
infatti, la mente vive intensamente molte impressioni ricevute dalla coscienza
allo stato di veglia o semiveglia e questo può convalidare ampiamente la tesi
che, forzando l'inconscio nel giusto momento, questo resta profondamente
suggestionato.
L'inconscio,
prima di reagire o sviluppare una sollecitazione ricevuta dalla coscienza,
ha bisogno del tempo necessario per organizzarsi.
Per
un radiestesista la cosa più importante è quella di sviluppare l'attenzione
sull'oggetto della sua ricerca e, a questo proposito, una forma
d'autosuggestione discreta e concisa, utilizzata al momento opportuno, è la
cosa migliore per ottenere tale sviluppo.
Il Pendolo
Il pendolo ha origini antichissime e sembra venisse usato anche dai cinesi.
I
pendoli sono concepiti e costruiti in modo del tutto personale, ma le
caratteristiche di uso comune sono le seguenti: un buon pendolo per prospezioni
al tavolo, bene non abbia un peso inferiore ai dodici grammi, e per le ricerche
all'aria aperta su terreni accidentati, noti superi i sessanta grammi; alcuni lo
usano pesante fino a duecento grammi.
La lunghezza del filo che sostiene il pendolo deve essere proporzionata al peso del pendolo stesso. Tale lunghezza è personale: troppo lunga, rallenta le oscillazioni, troppo corta le accelera. Una lunghezza giusta per un pendolo di dodici grammi non supera i venti cent centimetri.
Disporre
di un pendolo portatestimoni, è assai pratico poiché, introducendo nel cavo
del pendolo, un testimonio che abbia le caratteristiche della sostanza cercata,
sarà più facile la ricerca sii carte.
Le
prospezioni al tavolo che richiedano molto tempo, si possono svolgere tenendo il
gomito del braccio appoggiato al tavolo stesso per non stancarsi. Bisogna
procedere con calma e pazienza poiché le oscillazioni a causa del braccio
appoggiato tardano a manifestarsi e sono meno ampie.
Per
ricerche rapide si può lasciare il braccio libero come quando si deve stare in
piedi.
Il modo di tenere il pendolo è semplicissimo: basta tenere con l'indice e il pollice l'anellino o il nodo all'estremità del filo (vedi figura ), e tenere il braccio sciolto.
Esistono
varie applicazioni facili da usare per mettere alla prova le nostre capacità
radiestetiche. Un esperimento semplice consiste nella misurazione della
pressione arteriosa. Per conoscere la pressione arteriosa mediante il pendolo il
sistema è assai semplice. Facendo scorrere il pendolo sui gradi della tabella
potrete saperlo con esattezza.
Questo
esame, evitando l'autosuggestione, può essere fatto anche per sé stessi.
Bisogna tener presente che la pressione arteriosa va calcolata, in linea di
massima, in rapporto all'età dell'esaminando, calcolando 100 più l'età del
soggetto.
Quando
non corrispondono questi punti di riferimento, vuol dire che esiste, nella
persona esaminata, uno squilibrio di pressione arteriosa. Nel caso, ad esempio,
che la persona abbia cinquant'anni e la tabella segni una pressione di 140, ciò
significa che la pressione, pur essendo leggermente più bassa, è ottima.
Invece in un soggetto più giovane è bene che la pressione risulti in rapporto
perfetto con gli anni. Una pressione che si presenti leggermente inferiore
all'età del soggetto è preferibile a quella che si rivela più alta: è più
facile evitare infarti.
Con
questa tabella il compito della ricerca della pressione arteriosa, come avrete
notato, si presenta motto facile e di sicura riuscita.
La
difficoltà che generalmente si presenta quando ci si trovi nell'urgente
necessità di conoscere il grado di pressione e si debba ricorrere al medico, è
largamente superata.
Consulto
e responso implicano al massimo il breve tempo di cinque minuti evitando, per di
più, di spendere dei soldi.