Solare o Mistico?

Ti è palese il compito primo di nostra Arte: devi strapparti alla natura umida di cui sei sostanziato e generarti nella forza solare, sì che da essa sii fatto un  « essere che è », un centro svincolato, dalle condizioni delle nature sublunari, respira.  La sete, la febbre, la brama incessante ed oscura , incessante  verso l’esistenza - devi spossarla: in ciò conosci la condizione per passare al di là della legge degli uomini. Ma questa operazione come « mortificazione» e « putrefazione » la troverai nominata negli Ermetisti e si può eseguire per vie differenti. Una direzione è rappresentata dall'esperienza mistica che può fornire o propiziare un metodo, che agisce essenzialmente con l'anima e col sentimento. Per comprenderlo, come qui va compreso, sappi che il segreto dell'avviamento sta nel creare in te un esser due. Devi distaccare prima immaginandolo e poi realizzandolo un principio superiore, che si metta di faccia a tutto ciò che abitualmente sei: vita istintiva, pensiero, sentimento, che lo controlli contempli e misuri in chiaro sapere, momento per momento. Sarete in due: te dinanzi all' « altro » e conoscerai il significato dei « dialoghi interiori », l'interiore comandare ed obbedire, l'interiore chiedere ed ottenere consiglio, quali te li danno figuratamente molti mistici cristiani e islamici, quali si riflettono anche nella forma di molti test indù, compilati per l'appunto in forma di dialoghi, le cui persone effettivamente non sono persone, ma dal discepolo desto vengono realizzate come due parti della sua stessa anima.

L'opera consiste, in definitiva, in un « capovolgimento »: farai dell'altro il « me », e del « me » l'altro, A seconda che la persona si accentri nell'uno o nell'altro dei due principi, avrai la Via Secca o la Via Umida, il metodo magico o il metodo mistico. Nel mistico la mente crea un « altro », che però resta « altro » (il Maestro, il « Cristo » da imitare, quando non anche la stessa immagine della Divinità). L'io non vi si trasforma; resta invece nella parte femminile fatta di desiderio di bisogno di sete e come anima tende a Lui in uno slancio di rinuncia, di amore, di adorazione, di dedizione completa.  Morire completamente alla propria volontà, darsi a Dio con interna umiltà e povertà, consacrandogli ogni atto con pura fede, nulla volendo per sé, in una sofferenza ed in un amore indicibile, ecco che cosa richiede la « mortificazione » da chi abbia prescelto la « Via Umida », non possedendo la forza di un distacco attivo ma anelando all'Eterno con il centro di sé nelle « Acque », nell'« anima », in ciò stesso, dunque, che va spossato . Il mistico, sia nel credere alla realtà oggettiva distinta personale dell'ideale del suo principio superiore (Gesù Cristo da imitare, per esempio, o Dio stesso), sia nel non riferire a se l'azione rigenerante (l'« azione della grazia »), mette inconsapevolmente in opera alcune leggi generali della prassi trascendente. Vogliono, tali leggi, che una immagine « agisca » precisamente quando non sia pensata ma presentata figuratamente e fissata contemplativamente nell'immaginazione, ed amata come se fosse una realtà vera, distinta dal contemplatore; e vogliono che la brama per il compiacimento del progredire nella Via, sia uccisa, che il tuo essere interiore si erga in silenzio, per una forza impersonale calma ed occulta, e non sotto il desiderio di crescere, che paralizzerebbe la crescenza stessa e varrebbe soltanto ad indurirti per un inevitabile rafforzarsi del vincolo dell'Io. Sono puri dettagli di tecnica, questi, che non hanno nulla di morale né di religioso né di sentimentale, per quanto il mistico li viva invece appunto sotto questo aspetto illusorio e mitologico. Per esempio nell'« imitazione del Cristo » vale una serie di immagini, che agiscono suscitando forze sottili atte a produrre una « mortificazione » dapprima, poi una « resurrezione », anche se il Cristo non fosse mai esistito. Nella via magica, secca o solare, creerai non inconsapevolmente e passivamente come fa il mistico, inconsapevolmente e volitivamente, una dualità nell'essere tuo ti porterai quindi direttamente nella parte superiore, t’ identificherai con quel principio superiore e sussistente a cui invece il mistico tende identificato con la sua parte inferiore, in un rapporto di bisogno e di abbandono. Lentamente, ma sempre più, fortificherai cotesto « altro », che sei tu stesso, gli creerai supremazia, finché sappia tenere sotto di sé tutte le potenze della parte naturale e disporre interamente di esse. Ti si impone così una disciplina di fermezza e di distacco, fino a che sia creato un equilibrio, la qualità di una vita padrona di se, libera rispetto a se, detersa dall'istintività, dall'appetito oscuro dell'essere naturale nella carne come nella niente. Solo allora potrai eventualmente usare con frutto, come ausiliaria, qualche «  acqua corrosiva », espressione alchemica per i metodi violenti (sostanze tossiche e sesso, sospensione del respiro, ecc.); attaccando la compagine naturale, esse daranno al nucleo fisso ed atto già costituito una possibilità di espandersi, di più energicamente irrompere  ma se tale nucleo invece non fosse già costituito, esse per dissoluzione ti condurrebbero non sopra, ma sotto la condizione da cui sei partito. Altre vie sono descritte nel CD