Viaggi Fuori dal Corpo

 

Il principio e la fine stanno in questo: nell'accorgersi che nell'uomo sono compresi due uomini distinti (dico « uomo » come insieme dell'uomo, come corpo, come tutto).

Questi due uomini corrispondono a due stati che si alternano, come attività radiante e ombra, passività ricettiva. Quando l'uno splende, l'altro passa a vita e a luce crepuscolari.

La legge della variazione è in rapporto diretto col succedersi del giorno e della notte; quindi col Sole e con la Luna.

Lo stato della coscienza desta, oggettiva, del pensiero chiaro e determinato sulle persone e sulle cose che ci circondano, sulle impressioni che riceviamo, quale ci è abituale da svegli, costituisce lo stato solare del primo uomo che dirò esteriore, e che normalmente per tutto il giorno resta in relazione col Sole. Nel giorno, dunque, siamo in rapporto col Sole a mezzo di questo uomo. Con l'altro, invece, con quello interno, siamo in relazione con la Luna. Esso nel giorno è privo di vita propria. Ha la funzione ricettiva e riflettente lunare. Resta nella penombra e si limita a produrre le immagini delle cose e delle idee.

Questo, di giorno. Di notte, la polarità si inverte. Il Sole prende sede nell'uomo interiore e nel mondo interiore, la Luna nell'uomo esteriore e nel mondo esteriore. Si desta un focolare interno di attività.

Di Giorno:    

Luce nella realtà esteriore. Ombra nella realtà interiore. Luce visibile: Natura. L'esterno domina l'interno: direzione centripeta: percezione (sensoriale).

        Di Notte:        

Luce nella realtà interiore. Ombra nella realtà esteriore. Luce invisibile: Io. L'interno domina l'esterno: direzione centrifuga: radiazione.

Questa conoscenza sorge dalla pratica. Lunghi anni di pertinace attesa sugli aspri passi d'alta montagna dei sonno e della notte  ( Per l'esercizio utile a propiziare l'uscita in astrale v. CD) Per questa via, si giunge a sorprendere i due che sono nell'uno. La coscienza impietrita vede formarsi e staccarsi un « altro »  come un fumo che si innalza dall'acqua.

Nell'attesa calma, non impaziente, attenta, sul mio corpo, presso al mio corpo a tutta Prima cominciai ad avvertire qualche cosa come liquefazione-fluidità-leggerezza che veniva su dalle gambe e dalle braccia, ma che veniva interrotta da scariche-sobbalzi improvvisi (localizzati specialmente un po' più su dei ginocchi e, in una fase seguente, alle reni): proprio come se agisse una forza o una volontà violenta e non mia: il fenomeno allora si interrompeva e dovevo rassegnarmi al sonno.

 Tutto qui, per un lungo periodo. All'altezza del torace, la coscienza svaniva. Vi si accompagnava spesso sensazioni di lampi fra gli occhi. Talvolta ho avuto l'impressione di lampi veri e propri, tali da illuminare per un istante la stanza in cui mi trovavo

Con fermezza, calma e concentrazione moltiplicate, non perdendo lena, giunsi alla fine ad un nuovo stato. Il senso della « fluidità » si trasformò in quello di una specie di leggera vertigine­ebbrezza, paragonabile all'impressione che si ha fissando a lungo una rapida corrente. Anche i sobbalzi si modificarono, prendendo un carattere emotivo, cioè quello di stati improvvisi di ansia e di angoscia, un po' come sono conosciuti da molti in bruschi risvegli in piena notte. Questi stati, da nulla preceduti, interrompevano di nuovo il fenomeno. Dovevo rimandare alla sera successiva l'esperienza, il tentativo di una nuova conquista. Così, per molto tempo ancora.

Ma ad un tratto, nella sensazione sgomentante di un istante, scorsi l'« altro » che felinamente sgusciava fuor dal mio corpo, mentre io subito piombavo nella plumbea incoscienza del sonno. Ho ragione di pensare che questa apparizione doveva gia essere accaduta altre volte, senza però che me ne fosse rimasto un ricordo definito. Un dettaglio curioso: una frase piuttosto insignificante che avevo letto in un libro di alchimia, ad un tratto si presentò nella mia memoria, e cominciò a tornare e ritornare con insistenza, senza alcun motivo, come una idea fissa: « FELICI GLI ATTEONI CHE GIUNGONO A VEDERE LA DIANA TUTTA NUDA ». Questa frase adesso mi dava una sensazione strana, inquietante, non scevra di una certa sensualità, onde mi meravigliavo assai. Ora, il mattino che ricordai l'apparizione di cui ho detto, mi balenò un senso, che si può riassumere con queste due parole: « Ho capito ». Ma lo strano si è, che « ciò che » avevo capito, mi sfuggiva del tutto...

Ad ogni modo a brevissima distanza  potrei quasi dire: di seguito sopraggiunse un'altra esperienza; tale che malgrado ogni mio fermo proposito, per una paura che mi prese nel corpo e contro cui la volontà non poteva davvero nulla, fui costretto questa volta a sospendere anzi, peggio, a passare un periodo di notti bianche, fra stanchezza, fra terrore e desiderio di avviarmi verso il sonno. Ecco le sensazioni: trovarsi di colpo, sospeso nel VUOTO,  Precipitare,  poi senso di esser portato via nello spazio come un razzo, senza poter far nulla.

E' uno stato in cui non vi è più terra, né vi sono piedi per camminare ma d'altra parte non ancora ali per librarsi, per dirigersi. Così mi sentivo portato via nello spazio.

Questa è la via falsa, quella della mistica nebulosa e della demonologia, quella dei medium e degli stregoni, quella di coloro su cui dominano, nel sonno astrale, le forze elementari e di morte della pallida luna. Perché, veramente, era sulla via di un « sabba » che venivo portato: in un mondo fantomatico ed allucinante, abissale ed orgiastico ...

L'uomo che al limite del sonno appare « come un animale di rapina », si distacca e fugge, è l'uomo lunare, quello chiuso dentro il nostro essere visibile e cosciente, dominato, durante tutto il giorno e il relativo stato di veglia, dalle forze invisibili della Luna.

La coscienza ordinaria non segue questo uomo nel distacco di ogni notte: noi dormiamo, questo è tutto. Ma colui che invece di sorpresa, per così dire riesce a seguirlo senza però avere la necessaria preparazione, ossia senza mutare l'atteggiamento proprio alla sua coscienza diurna (questo fu appunto il mio caso al principio), costui cade sotto le influenze elementari della luna, e sfugge al cambiamento di polarità, di influsso solare e di influsso lunare sui due uomini, che interviene nello stato di sonno.

ATTENZIONE

A chi intendesse praticare gli esercizi descritti nel CD per propiziare l'uscita in astrale consigliamo vivamente di leggere quanto segue!

Quando ti troverai in qualche luogo e ti accorgerai, che là non sei più col tuo corpo fisico bada a non perdere mai il sangue freddo: sappi condurti dove vuoi, realizzando sempre che sei un essere non materiale, mosso direttamente dalla mente. Il potere, in questo stato, di agire anche sulle cose e sulle persone, dipende dal grado di ignificazione raggiunto dal corpo fluidico, e dall'energia del principio « Oro ».

Ti ho detto: « realizzando sempre che non sei un essere materiale ». Ciò ha un doppio scopo: 1) Neutralizzare una eventuale non desiderata visibilità tua da parte di altri; 2) Annullare qualsiasi emozione scaturente dall'abitudine al corpo fisico, quando il corpo sottile si trova in certe circostanze dell'ambiente fisico, che però su di esso non avrebbero potere. Mi spiego.

Supponi che durante la tua uscita incontri qualche cosa che, se tu fossi là col corpo fisico, ti produrrebbe una contusione o una ferita. Se tu non realizzi che in questo stato non puoi venire contuso, ma se realizzi invece la situazione in termini di corpo fisico, si determinerà, in uno stato di panico, in uno shock, un'immagine astrale, che immediatamente ti scaglierà dentro il corpo fisico e ivi imprimerà la stessa trasformazione: ti ritroverai tramortito e contuso nel tuo letto.

Non ti dico delle fole. A constatare cose del genere son giunte perfino la metapsichica e l'etnologia: per esempio, casi di persone trovate morte o ferite nei loro letti dopo che nella notte si era data la caccia alla « strega » o al «lupo mannaro »: Una circostanza singolare in queste circostanze, è che solo il corpo reca le ferite, mentre gli abiti restano intatti. 

 Il corpo sottile è costituito dal gruppo di forze profonde che presiedono agli elementi e alle funzioni del corpo animale; e così la loro modificazione si trasmette immediatamente a questo. Ma ti ripeto che una tale modificazione l'opera soltanto la tua mente, per suggestione. Se manterrai ferma la coscienza della tua non­materialità e il tuo sangue freddo, niente, nel mondo fisico, potrà dunque recarti danno.

Se in qualunque momento volessi rientrare e non vi riuscissi immediatamente, evoca l'immagine del tuo corpo fisico là dove l'hai lasciato, realizzala intensamente e inserisci in questa immagine la tua volontà, calma e ferma, di tornare.

Un ultimo avvertimento: se tu hai scrupoli morali, sappi che tutto ciò che operi in corpo sottile su persona che non vuole sia pure solo con la coscienza esteriore dominata dall'uno o dall'altro pregiudizio e che tuttavia resta, di fronte alla tua azione occulta, senza difesa (l'unica difesa è l'autocancellarsi in essa del ricordo della cosa), può produrre in essa disturbi, che vanno sino alla nevrosi e all'alterazione della personalità!