Ciao,nella ricerca(o meglio una sorta di intervista ai vari autori,visto che la mia indagine in questa fase è soprattutto indiretta) di quella "sottile cerniera che divide l'oggettivo dal soggettivo" ho fatto alcune scoperte:tra i vari maghi che si inseriscono nel periodo della rivoluzione scientifica,l'unico che mi ha dato un'idea,seppur concisa,della magia è Agrippa di Nettesheim (penso l'Agrippa di http://www.magiaonline.net/FAQ/sogno_o_realt%e0.htm),ho trovato molto simpatica e in qualche modo attraente (mi sento quasi il povero Penteo, che nonostante l'acceso razionalismo,volendo conoscere,perchè in qualche maniera attratto,accetta di aggirarsi per il Citerone agghingato da travestito,pur di conoscere i culti di Dioniso) l'idea dello spirito che anima il mondo paragonato ad una corda tesa,che nel caso venga toccata avvertirebbe una vibrazione:la magia quindi è la capacità di pizzicare coscientemente questa corda determinando un mutamento nei tre mondi(degli elementi,celeste,intelleggibile);anche grazie a questo autore ho scoperto il significato originario della magia nera,non inteso come qualcosa di "brutto e cattivo",ma nel senso di magia religiosa o cerimoniale atta a respingere le forze demoniache,nella quale può essere inclusa l'invocazione dei morti (qualcuno potrebbe nn gradire!ma di per sè nn si tratterebbe di un gesto malvagio). Diversamente credo che Paracelso invece nn abbia molto contribuito nell'ambito magico ma,forse nn totalmente volontariamente,abbia dato un grande contributo alla medicina definendo il corpo umano come un sistema chimico o ritenendo che ci fossero diversi tipi di malattie e quindi diversi tipi di farmaci specifici,peraltro le motivazioni che egli adduce per giustificare le sue affermazioni sono scientificamente scorrette e quanto mai fantasiose(il ferro associato a Marte,pianeta rosso o a Marte dio dellla guerra....;l'idea dell'archeo e simili),lo stesso vale per Fracastoro e simili:penso che questi autori intendessero per alchimia e magia ciò che sono l'odierna chimica o medicina,allora discipline occulte inquanto controcorrente e all'inizio della propria evoluzione(Anche se lo stesso Ippocrate molto prima fosse già a conoscenza di alcune pratiche mediche riscoperte nei secoli successivi) ma che ora appartengono al patrimonio delle scienze naturali,della chimica e della medicina. Sempre riferendomi a quella famosa FAQ sopracitata ho provato ad immedesimarmi nei due tizi e nella fantomatica pianta:allora nel caso 1 alla pianta nn ci crede nessuno dei due,nel caso 2 la pianta è un affare mio e della mia fantasia,nel caso 3,qualora si verificasse un'allucinazione io sarei convinta di ritrovarmi una pianta di fronte ma il tizio x nn ci crederebbe minimamente,nel caso 4, qualora in due si fosse così terribilmente suggestionati da vedere 'sta pianta in due crederebbero alla pianta con fermezza,chiaro no?Certo fino a quando nn compare sulla scena l'individuo y il quale della pianta nn vede neanche l'ombra,i due tizi di prima allora rimarrebbero perplessi,ma non a sufficienza inquanto sono ancora la maggioranza,ma se per caso sopraggiungesse un tizio z e così discorrendo la stanza si riempisse di moltissimi individui ai quali la pianta nn fa nè caldo,ne freddo ma,in compenso, ci vedono dentro qualsiasi altra cosa vogliano vederci?Come la mettiamo in questo benedetto caso 5 dove una marea di tizi diversi sono totalmente indifferenti alla pianta ma ci vedono chi una sedia,chi una scala.......insomma proprio nn capisco.....il mio approccio sarà pure quello sbagliato ma è di sicuro quello ,per me ,più naturale.... Che dilemma questo................................!!!! Ora ti saluto (e saluto anche tutti quelli che saranno incappati in questo post) prima che mi si cuocia totalmente il cervello!!!!! Ciao!!!!!! Silvia Ciao. Ottimo l'esempio della corda tesa. Il guaio è che la corda la pizzichiamo 100 volte al secondo e non ce ne rendiamo conto. Come quando si avverte improvviso un trapano che buca la strada sotto la nostra finestra. All'inizio è un rompimento ma se lo ascoltassi per mesi e anni sparirebbe. Invece te ne accorgeresti quando cessa. La vita è così. Per poter esser "svegli" bisogna che l'io crei, percepisca qualcosa altro da se. Bisogna creare un dualismo Io-nonIo. Quando gli stimoli cessano, cessa anche la nostra consapevolezza d'esser-ci. In certi esercizi, vedi quello che ho inserito nel nostro ultimo post ( quello di T. Campanella ) hanno appunto lo scopo di mantenere in "equilibrio" la corda senza pizzichi di sorta. Si apre il vuoto. Un vuoto che tu hai già momentaneamente subito quando ti svegli con bruschi soprassalti mentre ti stai addormentando. La corda là era quasi statica ma non avendo più piedi per camminare e non ancora ali per volare, traduci tutto in termini "fisici" e quindi subisci la paura del salto nel vuoto. Per quanto riguarda Agrippa, maestro del Paracelso, convengo con quanto dici. Non altrettanto con la tua valutazione di Theofrasto Bombato ( Paracelso- colui che sale verso il cielo ). L'allievo ha superato di gran lunga il maestro. E' pur vero che usa un linguaggio criptico ma se avrai pazienza di leggere il corso di alchimia ti accorgerai che è un grande. E poi uno che ha avuto il coraggio di bruciare in piazza i testi sacri di Avicenna e Galeno ( pilastri della medicina dell'epoca ) dicendo: - si disperdano le male cose; a me strapiace :-). Se passi il mouse nella home sul link medicina alternativa, appare un sua frase che la dice lunga. Sempre in medicina alternativa puoi leggere alcuni dei suoi pensieri http://magiaonline.net/medicina/pensieriparacelsiani.htm Per ultimo il dilemma della faq controversa. Nel caso "5" tutte le persone vedrebbero la piante, se lì ci passasse un cane alzerebbe la zampetta :-) perchè:.... "Ora la stessa potenza può essere continuata in una affermazione sempre più intensa finchè lo stesso livello della esistenza reale venga investito, ed allora, in corrispondenza di un atto magico (perchè come mago si potrebbe definire colui che sa suggestionare la stessa natura, CESSEREBBE DI ESSERE FALSA e "soggettiva" per farsi invece "vera" ed "oggettiva". Ciò che era errore od illusione, diviene dunque, attraverso la potenza, verità. Dal sogno alla realtà. Il che vale per qualsiasi campo, empirico, morale o razionale. Questa è magia." Ciao