RU e i viaggi astrali Buona sera, sono ancora RU. Era da tempo che volevo parlarne con qualcuno e credo si sia presentata l'occasione proprio oggi. Ho un ricordo particolare della mia infanzia ed adolescenza. La notte, senza che io l'avessi mai deciso o scelto, riuscivo a distaccarmi dal mio corpo fisico e "volare" per le stanze della casa. Ricordo inoltre un particolare molto curioso del "rientro": Tutte le volte, e ci fu un periodo in cui quasi tutte le notti mi capitava, era come se mi sentissi risucchiare da un vortice dal mio corpo fisico, ed al risveglio puntualmente piangevo. Non so dirvi se era una paura di ciò che mi era capitato, o il pianto scaturiva dal fatto che fossi rientrato. Infatti non ho ricordi di nessuna sensazione traumatica o di estrema felicità di quei momenti. Era un "viaggetto" senza pensieri nè sentimenti, senza paure ed angosce. Ieri sera ho fatto un pò di esercizi di visualizzazione ma non riuscivo a concentrarmi serenamente sulle immagini, dato che ero un pò teso a causa di una giornata lavorativa abbastanza travagliata. Ho provato allora a praticare la tecnica di rilassamento descritta nell'omonima sezione del sito. Mi sono così addormentato e verso le tre e mezzo ho sentito un distacco dal corpo. Non sono riuscito ad "alzarmi" molto come quando ero bambino. Non appena infatti il mio cervello (credo) ha individuato il distacco, mi ha svegliato, e naturalmente, nel voler ripetere l'esperienza, non mi sono addormentato fino a tarda ora. Stasera poi ho letto con particolare attenzione la sezione "Viaggi fuori dal corpo" dove si parla proprio di questa esperienza e pratica. Mi sarebbe piaciuto riviverla con la mente di oggi, anche se chi scrive non la dipinge come un'esperienza sempre positiva. Esistono veramente quei pericoli? Un saluto affettuoso. RU. R: AX Ciao. Notevole sia l’esperienza in se stessa e le riflessioni del caso. Vedo se posso chiarire qualche punto. Parto da una tua frase che la dice lunga “Non sono riuscito ad "alzarmi" molto come quando ero bambino”. Hai notato la parola “alzarmi”? Alzare presuppone un movimento del corpo o comunque un atteggiamento “fisico”. Sta proprio qui il grande guaio. Non c’è una pagina nel sito che in modo o nell’altro non sottolinei la nostra attitudine ad interpretare tutto in termini “fisici”. Alzarmi da qui per andare là. Questo va bene quando sei seduto da una seggiola ma se tu fossi cosciente di essere in un sogno e quindi mosso solo dall’immaginazione ( ti ricordo che immaginare deriva da imo – ago = agire dal profondo ) useresti il termine “alzarmi”? Così come ci sono tre corpi in noi ( purtroppo mescolati tra loro e non puri ) esistono anche tre dimensioni che hanno le loro leggi e i loro “movimenti”. L’io ( la consapevolezza di essere ) è abituato ad orientarsi nella dimensione “fisica” per cui se si sposta in altre dimensioni, o si addormenta, ( non è più consapevole ) o interpreta il mondo “sottile” in termini di “fisico denso” e quindi lo spostamento di una dimensione in un'altra viene avvertito come un senso di caduta di vortice. Quando ci si addormenta la consapevolezza comincia a spostarsi in un’altra dimensione e quando ce ne accorgiamo …”infatti il mio cervello (credo) ha individuato il distacco, mi ha svegliato…” facciamo dei soprassalti. Perché? Perché continuiamo ad interpretare tutto in termini di fisico, riportiamo il “sottile” al “denso” e di conseguenza ci comportiamo. Poi quella parola che è un capolavoro: “ il mio cervello mi ha SVEGLIATO “: sarebbe meglio dire il mio cervello ha voluto tenere il controllo e ha continuato a lasciarmi nel sonno della cosi detta vita di veglia. Stavi per svegliarti, iniziavi un cammino di risveglio ma il fiume lete ( così la mia amica runa è contenta ) ti ha ripreso nel mondo dell’oblio. Il fatto che da bambino ti succedesse frequentemente sta a dimostrare che i bambini non sono ancorati ad una unica dimensione. La loro consapevolezza è più elastica, non così rigida come la nostra. Ma, per i pianti sarei propenso ad interpretarli come pianti d’incazzatura con te stesso…. però vedi tu, forse il bambino che piangeva voleva mandartib un messaggio : ci sono altri mondi; scoprili!