Niente paura: niente angoscia, niente disperazione. Si è qui per superarle. La forza che le supera è la stessa che le patisce. Questo il segreto. Il patire nasce dal potere stesso che lo vince. Basta congiungere la sofferenza con la forza che la sopporta, ossia con il Soggetto per il quale si dà: realizzare rispetto al contenuto della sofferenza l'«Io sono». Questo ha il potere di guarire. L'«Io sono» esprime l'Io reale: nella cui essenza è il Christo, o il Logos, o l'Atman, o l'Uomo-Spirito. Provvisoriamente gli si può dare il nome in cui si crede. Occorre avere in tale momento la forza di togliere all'ego il reagire consueto, confuso, írato, inconclusivo, e trasferire all'Io la responsabilità del proprio essere dolente. Guardare questo essere obiettivamente, compatirlo come fosse di un altro. In tale eccezionale momento, il Christo assume le redini dell'azione: Egli procede senza bisogno di lotta: vince. Massimo Scaligero Ciao