Ciao. ...."tu dici che ..." Io non dico nulla, riporto il pensieo magico-iniziatico circa la morte. Ovviamente lo condivido, ma non č un mio parto. La tradizione magica, che sembra partita dalla cittą di Ur, ( antica Babilonia - al secolo Iraq ) che conta tra i suoi seguaci figure che vanno da Ermete Trimegisto a Paracelso, da Plotino ad Eliphas Levi, da Dante a Julius Evola sostengono che se non si conquista in "vita" il controllo di una certa forza [ http://www.magiaonline.net/corsi/acque.html ] quando si muore si sparisce. In effetti se pensi a quando dormi dove sei? Grazie a certe forze che ancora ci legano ed uniscono al corpo, a noi č dato il regalo di risvegliarsi per un certo numero di volte. Fino a quando? La magia insegna la tecnica per conquistare il secondo albero dell'Eden. Allora tu mi domandi: ma chi sono quelle "figure" che ogni tanto "vedo"? Pensavo fossero i defunti. E' possibile. Gli antichi, sia Greci che Romani, sostenevano che alcune persone dopo la prima morte restavano in una sorta di limbo onirico. Per esempio le persone che muoiono in modo traumatico. Vedono il proprio corpo riverso sulla strada dopo il fatale incidente. Queste persone resistono per un certo tempo ma poi devono passare la seconda morte che da l'immortalitą. In effetti un augurio antico era proprio quello di auspicare il passaggio della seconda morte o per contro, se si voleva maledire, di non superare la seconda morte. Quindi č anche possibile che tu abbia visto una sorta di larva. Resti degenerescenti di mondi individuali. Altresģ č possibile che una grande passione possa creare un "ponte" con l'aldilą. E' il caso di odi pazzeschi o di amori sublimi. In questo modo č la passione che fornisce un "corpo" per mantenere la consapevolezza anche senza i riferimenti corporei. Comunque non preoccuparti per il tuo esser "pazza"........ potrebbe essere la pazzia una sublime ed evoluta forma di genio. Ciao