Alcuni mesi fa mi era semplicissimo diventare lucido nel sogno,potevo osservarmi le mie mani come atto voluto.Poi questa capacità si è trasformata in un ricordo costante dei sogni notturni. Come mai? anche ad altri è capitata una cosa simile?Come si può superare questo limite? Gmix Ciao, non mi è succesa proprio la stessa cosa, ma una simile: quando ero piccola avevo spessissimo dei sogni lucidi, senza volerlo, e mi sembrava naturale decidere nel sogno che cosa fare, dove andare, che cosa dire. Poi è cominciato a succedermi sempre meno spesso e insieme ho pure cominciato a ricordarmi sempre meno i sogni. Tutto questo finché non ho cominciato a impormi di guardare le mani in sogno, così ci sono riuscita altre 2 o 3 volte e poi basta, anche perché avevo fatto un passo indietro e avevo cominciato a non occuparmene più. Come prima ho cominciato a non ricordarmi più i sogni. Negli ultimi tempi, da quando ho ricominciato a fare qualche esercizio di concentrazione e a scrivermi i sogni che facevo, ho ricominciato a ricordarmi i sogni ma poco a fare sogni lucidi. Non ho una soluzione del problema, ma piacerebbe anche a me conoscerne una ciao Mandragora Ciao a tutti. L'esercizio di osservare, o meglio riCORdare, le proprie mani in sogno l'ho tratto da un testo di Castaneda. Se ricordo bene, nel quinto o sesto libro ( Il secondo anello del potere, Il dono dell'Aquila ). Il punto fondamentale di tutti gli esercizi e gli stili di vita che si adottano, mirano ha prendere coscienza di altri modi d'essere. Per far ciò bisogna che la nostra consapevolezza ( ciò che solitamente chiamiamo "Io" ) "regga presenza" in modi di percepire alieni, mai conosciuti prima. L'approdo sulle mani è una stampella per mantenersi in piedi in un primo modo d'essere fluido, sottile: non fisso e terreno. Ovviamente se si restasse inchiodati per un paio di secondi sulle mani ci perderemmo, o come Don Juan direbbe: le mani ci hanno catturato e ci portano via. In altre parole, per il nostro caso, ci addormenteremmo, perdendo il senso di lucidità creato ad arte con l'esercizio che ti dissi. Quando si ha coscienza che stiamo dormendo e guardiamo le mani, si deve spostare continuamente l'attenzione in altre parti del corpo e matenervela per brevissimo tempo uno/due secondi). Questo ha lo scopo di ignificare ( ingnis=fuoco ) la presenza nello stato fluido, acqueo, Mercuriale al primo stato. In altre parole, bisogna perfezionare il risultato fino ad avvertire distintamente il "cambio di polarità". So che queste parole suoneranno strane a orecchie che non hanno provato ma qualcuno potrà capire che certi famigerati "segreti magici" che non si possono rivelare significa solo che non si riesce a comunicarli a chi non già li sa! [:)s] Comunque, Gmix, penso che il tuo problema stia proprio nella soluzione che ti ho accennato sopra. Invece, inviterei Mandragora a riflettere sui due modi d'essere accennati: lo stato di veglia, si fa per dire [:))] , e quello del sogno. I bambini, specie se sono piccoli, non distinguono nettamente il mondo dello stato di veglia da quello di sogno. Per cui il loro "cambio di polarità" - dal regno della terra al regno dei cieli -scivola senza problemi da un modo all'altro, da un mondo all'altro. D'altronde un grandissimo mago disse: "sinite parvulos venire ad me quod est ille regnum celorum". Se quest'ultima frase l'avessi scritta 700 anni fa, prima di sera sarei cenere per direttissima. Paragonare il figlio di Dio ad un mago non me l'avrebbero perdonato. Certo che ai quei tre Re guidati dalla biblica stella cometa gli è andata di lusso perchè doveva ancora nascere la Santissima Inquisizione. Concludendo, Mandragora, capisci che attraverso esercizi, e soprattutto con "Stili di Vita", si può rendere fluido il passaggio da un modo d'essere all'altro, da un mondo all'altro. Ciao a tutti