Ciao. Quando dicevo che dopo il quarto rendiconto di Castaneda sembra che non sia più lui, intendevo dire che gli ultimi testi non hanno più quello spessore iniziatico dei primi. Questo, è probabilmente, dovuto alla scomparsa fisica di Don Juan. Comunque i suoi libri sono alti lavori di magia pratica. Una magia fruibile e spendibile da persone come noi del XX° secolo. Il settimo, oltre ad offrire uno scursus storico e antropologico, parla del "vaso di Pandora". Quando si apre o rompe questo vaso, come un fiume in piena si è trasportati via dalla corrente. Ci si sente naufraghi paurosi trascinati dai suoi flutti e si cade, si cade, si cade e la paura aumenta e diventa panico. Gli occhi girano in su e tutte le cose che ti attorniano vengono immersi in una luce giallognola e.... si cade, si cade. Percepisci solo il davanti a te; dietro alle spalle c'è il baratro, il buio, che ti porta nell'Ade. Il toro dell'instino di soppravivenza scaturito dalla nostra personalità, quello che comunemente chiamiamo io, cerca di frenare il volo. Sembra che un solo passo avanti significhi morire. Ti accorgi che i peccati ( ciò che la nostra coscienza ritiene peccato ) hanno un tremendo peso. Ti accorgi che se non avessi nulla da riproverarti potresti anche lasciarti andare. Sia quel che sia. ( altri direbbero: sia fatta la volontà del Signore ). Ma tu resisti contro tutte le convinzioni intellettualistiche accreditate in decine d'anni di studio. Sei solo come mai prima lo sei stato. Anche dieci persone accanto a te non cambiano la situazione. L'energia se ne va e con essa ciò che riteniamo noi stessi. .... e com'è finita?