Quale è la sottile cerniera che divide la realtà e il sogno. Ma quale è la differenza? Secondo me è la stessa differenza che esiste tra l'errore e la verità. Spieghiamoci con un esempio. Supponiamo che io dica, dinnanzi a te, che non la vedi, che qui vi è una pianta. Questa sarebbe una affermazione falsa - per me così come per te. Ora in che consiste questa falsità? In ciò, che all'idea della pianta, per me così come per voi - non corrisponde alcuna esistenza, se non che nella mia immaginazione, nel mio sogno; o, più precisamente, che quella volontà che corrisponde all'idea della pianta, è irrilevante ed impotente rispetto a quell'altra volontà a cui corrisponde la rappresentazione reale dell'ambiente, in cui né io, né te, vediamo una pianta. Senonchè il rapporto fra queste due volontà può essere capovolto. Anzitutto di là dalla semplice e pallida immagine mentale della pianta, posso rendermela vivente nella fantasia; in secondo luogo posso percepirla esteriormente come una allucinazione soggettiva; in terzo luogo posso agire sulle altre coscienze in modo che anche esse la percepiscano - così come secondo una suggestione collettiva. Ora la stessa potenza può essere continuata in una affermazione sempre più intensa finchè lo stesso livello della esistenza reale venga investito, ed allora, in corrispondenza di un atto magico (perchè come mago si potrebbe definire colui che sa suggestionare la stessa natura ( v. Paracelso, Agrippa e company ), cesserebbe di essere falsa e "soggettiva" per farsi invece "vera" ed oggettiva". Ciò che era errore od illusione, diviene dunque, attraverso la potenza, verità. Dal sogno alla realtà. Il che vale per qualsiasi campo, empirico, morale o razionale. Questa è magia."